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Fissato l'inizio del processo per i Santoleri: sono accusati di aver ucciso la pittrice Renata Rapposelli

La donna di Chieti, da anni residente nelle Marche, era ex moglie e mamma dei due imputati. Di lei si erano perse le tracce il 9 ottobre scorso; qualche mese dopo, il suo cadavere fu ritrovato a Tolentino

Inizierà il prossimo 16 gennaio il processo per omicidio volontario e soppressione di cadavere a carico di Giuseppe e Simone Santoleri, padre e figlio di Renata Rapposelli, la pittrice teatina scomparsa lo scorso 9 ottobre e ritrovata morta poco più di un mese dopo a Tolentino, nelle Marche, in una scarpata lungo il fiume Chienti

I due uomini erano stati arrestati a marzo, dopo diversi mesi di indagini: sono accusati di omicidio e sottrazione di cadavere. Inizialmente i due erano entrambi rinchiusi nel carcere teramano di Castrogno, poi, ad aprile, Simone Santoleri è stato trasferito nella casa circondariale di Villa Stanazzo, a Lanciano. 

I due uomini sono assistiti dagli avvocati Gianluca Reitano, Gianluca Carradori e Alessandro Angelozzi. Secondo l'accusa i due avrebbero ucciso la donna, arrivata a Giulianova (Teramo) proprio per incontrare l'ex marito e il figlio, lo scorso 9 ottobre, al termine di un'accesa discussione per questioni economiche.

A denunciare la scomparsa di Renata Rapposelli erano stati alcuni amici della donna; dopo la denuncia, i carabinieri di Cingoli (Macerata) avevano contattato i familiari. La pittrice era separata da anni dal marito Giuseppe e da tempo non aveva più rapporti neppure con il figlio. 

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