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Cronaca Vasto

Tessuti tossici sui vestiti per bambini e luci natalizie non a norma: sequestri della Finanza

I finanzieri nel corso di due distinti servizi hanno multato a Vasto un cinese che vendeva migliaia di luci a led, sulla A14 hanno sequestrato oltre tremila vestitini per bambini

Nel corso dei controlli intensificati per le feste natalizie, la Compagnia Guardia di Finanza di Vasto ha posto sotto sequestro oltre 750.000 luci di natale prive del marchio CE e più di 3.000 articoli di abbigliamento recanti marchi contraffatti. 

Nello specifico i finanzieri sono risaliti a un esercizio commerciale di  Vasto, gestito da un cinese, che aveva sistemato sugli scaffali del proprio negozio 786.834 luci a led le quali, dopo attenta e approfondita analisi sulle caratteristiche tecniche, sono risultate sprovviste della certificazione CE nonché dell’origine del paese di fabbricazione. La merce è stata sottoposta a sequestro amministrativo e al titolare della ditta è stata erogata una sanzione amministrativa di 16.000 euro.

Il secondo servizio è scaturito da un accurato controllo effettuato sul tratto autostradale A14 - compreso tra il casello Vasto sud e Val di Sangro, nel corso del quale la pattuglia, durante l’ispezione di un furgone, ha rinvenuto ben 3.428 articoli di abbigliamento per bambini contraddistinti da marchio Disneyland. Oltre al marchio contraffatto anche il tessuto e i coloranti utilizzati sono risultati erano di qualità scadente e pericolosi per la salute umana (da un semplice sfregamento la colorazione dell’articolo svaniva). Anche in questo caso la merce veniva posta sotto sequestro  e il proprietario  denunciato alla locale Autorità Giudiziaria.

“Il fenomeno della contraffazione continua, purtroppo, a non essere percepito dagli acquirenti come realmente dannoso per l’economia – è il commento del Comando provinciale di Chieti -  nonostante sia intimamente connesso ad altre forme di illegalità economico finanziaria che inquinano il mercato e sottraggono alla collettività importanti risorse, quali l’evasione fiscale e contributiva, lo sfruttamento del lavoro nero ed irregolare, il reimpiego di capitali illeciti. Senza dimenticare i danni per la salute e la sicurezza dei consumatori, considerata la pericolosità e nocività dei prodotti utilizzati per la fabbricazione degli stessi, con contestuale fallace indicazione di origine e provenienza”.
 

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