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Feste di settembre: bilancio positivo per l'edizione 2016, ma cambia la presidenza

Nonostante il budget risicato e il maltempo, in tanti hanno apprezzato le varie manifestazioni e la serata finale con Servillo e i fuochi pirotecnici. Dopo 5 anni, il presidente del comitato Angelucci Marino lascia

Bilancio positivo, nonostante il budget ridotto rispetto agli precedenti e il tempo non proprio clemente, per l'edizione 2016 delle Feste di settembre, la tradizionale manifestazione lancianese, in onore della Madonna del Ponte.

La serata finale (venerdì 16 settembre), con l'esibizione di Peppe Servillo degli Avion Travel, Ambrogio Sparagna e la sua Orchestra popolare italiana, ha richiamato in piazza Plebiscito centinaia di persone. Ancora più successo, con migliaia di spettatori a naso in su, per lo spettacolo pirotecnico finale.

L’edizione numero 183 delle celebrazioni patronali è stato l’ultimo anno di gestione da parte del presidente delle Feste, Stefano Angelucci Marino. Una “conduzione”, la sua, che ha miscelato uno spiccato ritorno alla tradizione, assieme a una certa “teatralità” nella rievocazione delle varie manifestazioni, dal Dono, all’arrivo delle Corone. Angelucci Marino si lascia andare ad un bilancio generale di questi ultimi cinque anni: “Le "Feste di Settembre" sono tali se riescono a "tenere dentro" tutte le attività e le manifestazioni che le caratterizzano da sempre – commenta - Ho gestito (assieme a un nutrito gruppo di amici) le Feste per cinque anni, dal 2012 al 2016. Anni difficili, complicati, segnati da un crollo del budget a disposizione per i festeggiamenti. Un terzo rispetto al passato, un bilancio annuale ridotto a circa 100mila euro dai 250.000 euro degli anni d'oro”.

“In cinque anni – prosegue Angelucci Marino - la nostra prima preoccupazione è sempre stata quella di salvaguardare la Fiera di Sant’Egidio, il Dono, le Luminarie, i Fuochi pirotecnici, la Musica in piazza, la Banda e le Giostre. Si è trattato di tutelare e rilanciare l'identità stessa delle feste lancianesi, le nostre “Feste di Settembre”. Decidere di non "tagliare" non è stato semplice, mai. Spesso abbiamo letteralmente inventato soluzioni. Quattro fuochi pirotecnici di livello, una fornitura di luminarie che non ha eguali in Abruzzo, sette concerti bandistici, quattro serate di musica in piazza, la Fiera di Sant'Egidio, il Dono e un cartellone che parte il 29 agosto e chiude il 16 settembre. L'unicità delle feste lancianesi è questa, una macchina grande, complessa, costosa. In questi cinque anni abbiamo fatto un grande lavoro; le Feste di Settembre sono state apprezzate per la capacità che abbiamo avuto di salvaguardare la tradizione e, soprattutto, per essere riusciti (operazione mai fatta prima) a coinvolgere oltre cinquanta associazioni frentane in un progetto culturale di valorizzazione delle feste settembrine. Dal 2012 al 2016 i lancianesi per le feste patronali hanno ammirato luminarie di grande impatto e qualità (Paulicelli, Faniuolo), fuochi pirotecnici spettacolari (Esplodenti Sabino, Nuova Padre Pio, Lanci Fireworks), i tradizionali concerti bandistici (Banda Fenaroli e Banda filarmonica della Frentania) e si sono divertiti in piazza con cantanti e musicisti della scena nazionale (PFM, Fabio Concato, Avion Travel, Bandabardò, Orchestra Popolare Italiana, Après la Classe, Festival Jazz Tradizionale). Dal 2012 al 2016 abbiamo curato in modo particolare e rinnovato la Fiera di Sant'Egidio (percorso dalla piazza ai viali nel mondo dell'artigianato artistico locale e allargamento del circuito a via Monte Maiella), il Dono (collegamento stretto con le contrade, gruppo "Tradizione" in testa alla sfilata con i canti devozionali, diretta TV e manifestazioni dedicate in piazza e in Cattedrale) e abbiamo inventato la "Rievocazione storica dell'Arrivo delle Corone", una rappresentazione tra gioco e storia dove "spieghiamo" perché la nottata lancianese non è una qualsiasi notte bianca. A chi succederà nella guida di questa splendida manifestazione auguro innanzitutto di saper guardare le Feste per quello che hanno sempre rappresentato, una tradizione di 183 anni di storia e, come consiglio più immediato, di essere in grado di intercettare nuove economie e nuove collaborazioni, in un contesto, quello di oggi, per niente facile”.

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