Cronaca Madonna delle Piane

Festa al Campus, vandali distruggono l’attrezzatura che studia i terremoti

Nella notte tra venerdì e sabato è andata in tilt la stazione di rilevamento che registra l'attività sismica. Azione Universitaria, l'associazione organizzatrice, si dissocia dall'atto vandalico e chiede scusa

la serata al campus (foto Azione Universitaria)

Prima le polemiche per le misure di sicurezza del Campus, poi l’atto vandalico che distrugge gli strumenti di rilevamento del Laboratorio di vulcanologia e Scuola SISMA. Campus Beer&Sound la festa organizzata lo scorso fine settimana da Azione Universitaria con tutti i buoni propositi della solidarietà e della musica e le sue circa 10mila presenze, continua a far parlare.

A denunciare il grave episodio che nella notte tra venerdì e sabato ha mandando in tilt la stazione di rilevamento elettrotellurica bloccando l’analisi dei fenomeni sismici è il professore ordinario di Geochimica e Vulcanologia  Francesco Stoppa. “L'attrezzatura che studia i fenomeni precursori dei terremoti e che fa capo alla rete mondiale di rilevamenti sismici è stata abbattuta e distrutta – spiega - nelle registrazioni si vede che alle 00,51 viene prima tirata giù l’antenna verticale poi le due orizzontali e poi fino alla 1.15 ci si accanisce nella distruzione delle parti elettroniche finché il segnale non si spegne del tutto”.

Una ‘bravata’ che costerà all’importante stazione almeno due settimane di mancate registrazioni nell’eventualità di scosse e terremoti. Ripristinare il tutto costerà qualche migliaio di euro, soldi che arriveranno dall’Università, ma tanta è l’amarezza del professor Stoppa secondo il quale gli studenti non sono abbastanza a conoscenza delle importanti attività che si svolgono nei laboratori universitari.

Intanto Azione Universitaria con una nota si dissocia dal gesto vandalico e chiede scusa. “Durante il nostro evento un gruppo di personaggi si è infiltrato in aree non destinate alla cerimonia – si legge in una nota - andando volutamente a cercare e danneggiare strutture dell'Ateneo. Abbiamo già provveduto a far recapitare le nostre scuse a tutti gli organi interessati, malgrado l'episodio non dipendesse da noi quanto piuttosto da un gruppo di incivili facinorosi. Le strutture saranno quanto prima rimesse in sesto, sarà valutata l'eventuale copertura assicurativa ed i nuovi impianti resi inaccessibili a questa gente, più adatta ad un ambiente da stadio che adn Ateneo universitario”.

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