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Scatta il fermo biologico: 42 giorni senza pesce fresco sull'Adriatico abruzzese

A partire da oggi (lunedì 13 agosto) blocco delle attività di pesca nei tratti di costa da San Benedetto del Tronto a Termoli, Abruzzo compreso. Il fermo durerà 42 giorni, fino al 23 settembre

Stop al pesce fresco a tavola in Abruzzo e lungo tutto l’Adriatico: a partire da oggi (lunedì 13 agosto), infatti, scatta il blocco delle attività di pesca nei tratti di costa da San Benedetto del Tronto a Termoli, Abruzzo compreso. Il fermo durerà 42 giorni, fino al 23 settembre. 

Tuttavia, questa misura aumenta il rischio, per i consumatori, di ritrovarsi nel piatto pese non freschissimo o straniero, considerato che il blocco sussite anche per il tratto pugliese dell'Adriatico, tra Manfredonia e Bari. 

Lancia l'allarme Impresapesca Coldiretti: 

Con il blocco totale dei pescherecci in Adriatico, aumenta anche il rischio di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato, se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare. Un pericolo favorito dal fatto che in Italia più di 2 pesci su 3 consumati nei territori interessati dal blocco vengono dall’estero.

Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo, il consiglio di Coldiretti Impresapesca è dunque di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta).

Impresapesca Coldiretti chiede da tempo una modifica di uno strumento di gestione che viene considerato ormai superato, specialmente per il danno alle imprese e ai redditi. Il fermo biologico, denuncia l'associazion di categoria

ha determinato nel periodo un crollo della produzione, la perdita di oltre un terzo delle imprese e di 18mila posti di lavoro. L’auspicio è che dal 2019 si possa mettere in campo un nuovo sistema che tenga realmente conto delle esigenze di riproduzione delle specie e delle esigenze economiche delle marinerie.

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