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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

Direttore amministrativo sanitario, Febbo: "La Corte dei conti decreta l'incompatibilità"

Una commissione speciale per quantificare ripercussioni erariali e danni all'ente sanitario

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

 "Adesso sappiamo chi aveva ragione e chi invece ha operato in male fede non rispettando leggi e regolamenti vigenti. Dopo le mie denunce pubbliche, un'interpellanza al Presidente della Regione, l'esposto alla Procura della Repubblica oggi arriva il giudizio chiaro e inequivocabile della Corte dei Conti, anch'essa interessata da mia segnalazione, sulla nomina di Sabrina Di Pietro a direttore amministrativo della Asl di Chieti." Questa la notizia diffusa dal Presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo dopo aver preso contezza del documento della Corte dei Conti. "Mi spiace rilevare - continua Febbo - come adesso la nomina della dott.sa Sabrina Di Pietro avrà ripercussioni con danni erariali e seri problemi, visto che stavano indagando da tempo sia la Procura di Chieti sia la Corte dei Conti entrambe interessate da ben tre miei esposti.

Mi fa specie e meraviglia, invece, come si è cercato di voler sottacere e secretare quello che comunque sarebbe saltato fuori da parte della stessa ASL. Credo che questo sia un atteggiamento infantile e superficiale, soprattutto perché fatto da persone che mi conoscono bene e sanno che vado sempre fino in fondo nelle questioni ed in modo particolare quando sono poco chiare. Ricordo - spiega Febbo - come un anno fa contestai a più riprese la nomina fatta dalla ASL 02 della dott.sa Di Pietro utilizzando tutte le prerogative istituzionali conferitomi da consigliere regionale e da quelle di presidente della commissione di vigilanza segnalando ai vertici ASL, alla direzione amministrativa e all'assessorato regionale alla Sanità nonché al Presidente della regione, che il neo direttore non aveva i requisiti come richiesti dall. Art 3 , comma7 del decreto legislativo 502/92 per ricoprire l'incarico conferitogli da dirigente amministrativo. Peraltro fornivo tutta la documentazione in mio possesso su una precedente indagine compiuta dalla Procura della Repubblica de L'Aquila che contestava la stessa mancanza quando sempre la dott.sa Di Pietro venne nomina dalla ASL de L'Aquila direttore Amministrativo. Sulla mancanza dei requisiti quindi c'era poco o nulla da documentare se non l'inspiegabile arroccamento del difendere l'indifendibile da parte dei vertici della ASL 02 e l'arrampicarsi sugli specchi con un parere fornito dal legale della stessa imputata. Oggi tutti i nodi vengono al pettine. Infatti, a seguito del mio primo esposto del 11.5.2016 la Corte dei conti richiedeva alla ASL chiarimenti  e la stessa in data 10.06.2016, così come aveva fatto con il sottoscritto, confermava i requisiti acquisiti dalla nomina circa l'esperienza quinquennale  svolta "in una  struttura socio-sanitaria abbia la stessa valenza di quella acquisita in una struttura sanitaria indicando la "ex ONPI " di Caprara del Comune di Spoltore quale struttura socio sanitaria di grande dimensione perché avente una dotazione di 80 posti". Sta di fatto che la risposta come non l'ho "bevuta" io non l'hanno "bevuta" le istituzioni inquirenti dell'organo erariale di controllo che non si sono fermati e sono andati avanti con le indagini acquisendo tutta la documentazione e inchiodando la ASL con una ulteriore richiesta di documenti e informazioni, ma questa volta di ben altro spessore e tenore. Infatti di ben altro spessore e tenore è la notificata datata il 31 maggio scorso che ad oggi, nonostante tre mie formali richieste, non mi è stata fornita ufficialmente ma ne sono venuto in possesso solo in maniera "fortunosamente".

Dalla lettura emerge chiaramente il motivo di tanta riservatezza (sic !!!)che reputo inutile e infantile. Nello specifico si legge come Procura della Corte dei Conti attesta formalmente che il Comune di Spoltore con nota del 3.5.2017 ( anche questo ritardo forse elettorale andrebbe esaminato .....) "che l'Istituzione pubblica "ex ONPI" di Caprara del Comune di Spoltore NON è una struttura sanitaria e NE HA ricevuto autorizzazioni quale struttura sociosanitaria in favore di anziani autosufficienti e non autosufficienti, e che NEANCHE NULLA risulta in merito presso la ASL di Pescara"(tutto da me ampiamente e documentalmente denunciato). Non solo, ma la Procura entra in considerazioni di merito ancora più dettagliate: "la ex ONPI non sembra affatto soddisfare il requisito dimensionale prescritto dal legislatore, emergendo la PRESENZA DI SOLI DUE INFERMIERI CON UN MEDICO GENERICO IN CONVENZIONE......(c'è altro da aggiungere??!!!!). Quindi arrivando a delineare "la non conformità a legge della nomina del Direttore Amministrativo nella persona della dott.a Sabrina Di Pietro per l'assenza del requisito" DISPONE che laAsl n. 2 fornisca elementi integrativi, COMUNICANDO GLI EVENTUALI PROVVEDIMENTI CHE VORRANNO ESSERE ASSUNTI IN MATERIA. Ora ci aspettiamo che la ASL agisca per porre immediatamente rimedio a questo pastrocchio che ha combinato, anche in attesa della Procura penale, e non sono sufficienti la revoca della nomina o le dimissioni della dott.sa Di a Pietro (cosa che negli Enti pubblici è usuale di fronte a certi fatti) ma chiederò una "commissione speciale d'inchiesta" per capire cosa e quali danni determinerà la "decadenza" di una figura apicale e con responsabilità tecniche specifiche importanti così elevata che ha firmato atti rilevanti nei confronti di terzi. Il buonsenso rispetto alle mie iniziali segnalazioni, prima istituzionali fatte a più riprese e sempre ampiamente documentate,  dovevano meritare più attenzione ed accortezza. Adesso, - conclude Febbo - che i danni sono stati fatti e credo anche tanti, un po' come la storia del Projet financing che da oltre due anni sto denunciando ma qualcuno fa finta che "tutto va bene madama la marchesa", mi attendo dalla Asl e dalla Regione azioni immediate ed urgenti al fine di salvaguardare almeno l'immagine istituzionale ormai quasi compromessa". 

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