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Fatture false per 5 milioni di euro, società teatina nei guai

I finanzieri della Compagnia di Chieti hanno scoperto una società "cartiera" costituita ad hoc con l'unica finalità di emettere fatture per operazioni inesistenti

Una società “cartiera”, costituita ad hoc con l’illecita finalità di emettere fatture per operazioni inesistenti, è stata individuata nel teatino dai finanzieri della Compagnia di Chieti, al comando del Capitano Angela Luana Vallario.

Da una complessa attività di polizia è emerso infatti che la società, sconosciuta al fisco, pur non avendo una stabile organizzazione aziendale ed autonomia finanziaria, emetteva fatture per operazioni inesistenti (F.O.I.) per vendite di pellami mai effettuate per un imponibile pari ad euro 4.951.034,00 ed iva pari a 1.071.540,00 euro utilizzate esclusivamente dalle società destinatarie al fine di poter dedurre dal proprio reddito costi inesistenti e detrarre indebitamente l’iva mai assolta sugli acquisti. La merce risultava figurativamente ceduta a società marchigiane e venete, anche attraverso l’emissione di documenti di trasporto falsi che riportavano nominativi di vettori inesistenti.

I tre responsabili sono stati segnalati all’autorità giudiziaria di Chieti per violazioni di carattere penale-tributario, emissione/utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti e omessa dichiarazione dei redditi per imposte evase superiori ai limiti di legge.

Le operazioni svolte – evidenziano dal Comando Provinciale di Chieti, diretto dal Colonnello Vittorio Mario Di Sciullo, - testimoniano quanto sia alta l’attenzione della Guardia di Finanza ella lotta alle frodi fiscali che costituisce l’ambito d’intervento dove meglio si esprime la valenza dell’azione della Guardia di Finanza a cui sono contestualmente attribuite funzioni di Polizia Giudiziaria e Tributaria.  L’azione del Corpo non è mirata soltanto al recupero dei tributi evasi, ma è finalizzata anche e soprattutto ad incidere concretamente sull’attuale diffusione dell’illegalità fiscale, finanziaria ed economica e sui negativi effetti che questa produce in danno all’equità sociale e dei diritti al libero esercizio dell’impresa”.

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