Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Falsi licenziamenti e assunzioni fasulle: sette persone denunciate per la truffa all'Inps

Secondo quanto ricostruito dalla guardia di finanza, un commercialista si occupava di organizzare le dimissioni e le assunzioni fittizie in altre società di lavoratori che in realtà non si erano mai mossi dal loro posto

Aveva architettato un sistema perfetto per evitare di pagare i contributi assistenziali e incassare l’indennità di disoccupazione, simulando licenziamenti che non erano mai avvenuti. Con questi stratagemmi, resi possibili anche grazie alla complicità di alcuni dipendenti, un commercialista è riuscito a truffare l’Inps per una somma di 30mila euro. Ma la frode è stata scoperta dai militari della guardia di finanzia di Lanciano, su specifiche direttive impartite dalla locale procura della Repubblica. 

Il professionista ben poco professionale lavorava in uno studio in Val di Sangro, che operava nell’area tra Atessa e Casoli. Il sistema di frode ideato consisteva nella fittizia sussistenza di rapporti di lavoro subordinato che garantivano, al loro decadimento, l’ottenimento dell’indennità di disoccupazione, arrecando però un danno alle casse erariali. 

Per assicurarsi un risparmio indebito, il professionista aveva fatto cessare preliminarmente il rapporto di lavoro dei propri dipendenti mediante dimissioni, in modo da omettere il pagamento all’Inps del contributo previsto dalla legge Fornero.

A distanza di pochi giorni venivano poi stipulate assunzioni fittizie in altre società affidate professionalmente allo stesso consulente del lavoro, a cui seguivano, a distanza di settimane, licenziamenti che garantivano il godimento della prevista indennità di disoccupazione erogata dall’Inps.

Le indagini eseguite hanno consentito di appurare che le persone non si erano mai spostate dal luogo di lavoro originario e che i titolari delle altre società coinvolte, estranee ai fatti, non sapevano di aver avuto alle dipendenze altra forza lavoro, in virtù della fiducia riposta nel commercialista.

A tutto provvedeva direttamente il consulente del lavoro, che si prodigava di effettuare telematicamente le trasmissioni delle false comunicazioni di assunzione al Centro per l’impiego e di tutte le altre pratiche connesse ai citati rapporti di lavoro.

Il volume della frode, con conseguente danno patrimoniale per le casse dello Stato, ammonta complessivamente a 5.405,17 euro di contributi ex Legge Fornero risparmiati e 22.589,70 euro di indebita fruizione dell’indennità di disoccupazione.

L’attività di indagine, che si inquadra perfettamente nell’alveo dei compiti istituzionali affidati al Corpo a tutela del bilancio dello Stato, si è conclusa con il deferimento all’autorità giudiziaria di 7 soggetti ritenuti responsabili di truffa aggravata e il sequestro di un’autovettura e delle somme depositate presso vari istituti di credito, fino a raggiungere quanto sottratto allo Stato.

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