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Guardia di Finanza

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Ortona, avvocati a spese dello Stato: 5 denunce

Cinque denunce per falsità ideologica in atto pubblico e truffa aggravata ai danni dello Stato più diciannove casi segnalati dagli accertamenti fiscali della Guardia di Finanza di Ortona

La Guardia di Finanza di Ortona ha denunciato cinque persone alla competente Agenzia delle Entrate per il reato di “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico” e “truffa aggravata ai danni dello Stato”.

Nell’ambito delle attività a tutela delle uscite di bilancio dello Stato, le fiamme gialle di Ortona hanno eseguito molteplici accertamenti fiscali, su delega della competente Autorità Giudiziaria teatina e frentana, a riguardo del patrocinio a spese dello Stato di persone che hanno dichiarato di non avere risorse finanziarie sufficienti per pagare l’onorario e le spese spettanti all’avvocato e, quindi, di avere diritto ad usufruire ugualmente dell'assistenza legale.

Nei primi mesi del 2011 ci sono stati diversi casi nei quali le richieste di ammissione al patrocinio erano del tutto ingiustificate, trattandosi di soggetti che, pur percettori di alti redditi, avevano approfittato dell’indennità riservata esclusivamente ai non abbienti.

Tali accertamenti, in più occasioni, hanno ispirato formali verifiche fiscali consentendo di scoprire soggetti del tutto sconosciuti al fisco.

“Gli approfondimenti accertativi – spiegano i finanzieri - appaiono ancor più meritori se si riflette sul fatto che il diritto di difesa è considerato dal nostro ordinamento giuridico un diritto universalmente riconosciuto e che l’Erario compie un notevole sforzo economico volto ad assicurare la difesa legale anche a soggetti sprovvisti di mezzi finanziari di sostentamento, sicché l’abuso di diritto da parte di taluni potrebbe comportare la riduzione del beneficio anche a coloro che non siano effettivamente in grado di corrispondere privatamente la parcella al difensore”.

Dall’inizio dell’anno il Comando Provinciale ha eseguito complessivamente 67 controlli nei confronti di soggetti richiedenti prestazioni sociali agevolate, di cui per 19 richieste sono risultate infondate e inappropriate.
 

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