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L'azienda chiude all'improvviso: i lavoratori fermano i camion che portano via i macchinari

La Faist di Cerratina (Lanciano) si trasferisce in Umbria e la politica invoca un intervento concreto

Da un giorno all'altro, i camion hanno iniziato a portare via i macchinari dallo stabilimento Faist di Lanciano, a Cerratina, lasciando nell'incertezza i 16 lavoratori dell'azienda che produce sensori per le turbine di auto e veicoli commerciali. Lo stabilimento, che fa parte dell'indotto ex Honeywell, sarà trasferito a Perugia. 

È scoppiata così la protesta dei lavoratori, che sono stati avvisati all'ultimo momento e, radunatisi davanti alla sede, hanno cercato di fermare i mezzi che portavano via i materiali.

Ora, il capogruppo del Partito Democratico in Regione, Silvio Paolucci, chiede l'attivazione di un tavolo di confronto regionale. "Per questo - annuncia - presenterò un'interpellanza al Governo regionale. Siamo di fronte a una decisione irresponsabile: chiediamo all'assessore regionale Fioretti di muoversi in fretta, condividendo un percorso con le parti sociali. Va inoltre condivisa la problematica della Faist con la Regione Umbria. Intervenire è un'esigenza, perché 16 lavoratori rischiano il licenziamento, inaccettabili le giustificazioni legate a una logica di mero risparmio territoriale: si taglia in Abruzzo per risparmiare in Umbria, senza dare voce alle ragioni del territorio".

Anche l'associazione Ascom Abruzzo si appella alle istituzioni e alla politica, per tentare di salvare i lavoratori, magari "investendo su quelle infrastrutture - strade, superstrade, porti - del cui potenziamento si parla da decenni ma che presentano lacune ed inefficienze croniche". 

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