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Operai picchiati e sfruttati a Roccascalegna: in cinque a processo

Fissato al 13 gennaio 2016 il processo per la fabbrica lager scoperta nell'ambito dell'inchiesta che lo scorso marzo portò all'arresto di un imprenditore di Pescara e di un intermediario romeno. Le indagini erano scattate dopo la denuncia di un operaio

Operai picchiati e non pagati a Roccascalegna: il processo per la fabbrica lager scoperta nell'ambito dell’inchiesta che lo scorso marzo portò all'arresto dell'imprenditore Roberto Sandionigi di Pescara e dell’intermediario romeno Gheorghe è stato fissato al 13 gennaio 2016.
Le accuse sono intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro all'interno dell’azienda specializzata nella saldatura di metalli in cui veniva reclutata manodopera straniera sfruttata, sottopagata e picchiata.
A giudizio, per concorso di reato, anche Eduardo Liberatore, (51), residente a Castel Di Sangro (L’Aquila), in veste di amministratore e datore di lavoro formale, Daniele Di Giuseppe (45) di Casoli (Chieti), capo operaio, e Luciano D'Agostino (51) ugualmente accusato di minacciare i lavoratori, all’epoca solo denunciati.

Nell’inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Menditto, la polizia di Lanciano ha sequestrato anche documenti d’identità risultati sottratti agli operai, lettere di licenziamento pre-firmate, una falsa tessera della polizia romena. Le buste paga erano formalmente regolari, fino a 1.100 euro, per 6 euro l’ora, ma in tasca agli operai (il 40% dei quali in nero), non finiva nulla: a loro venivano invece detratti 500 euro mensili per il posto letto. L’aria all’interno dell’azienda inoltre è risultata malsana e irrespirabile per fumo e polveri. 
 



 

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