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una riunione di D'Alfonso agli istituti riuniti

una riunione di D'Alfonso agli istituti riuniti

Ex Ipab al collasso, l'ex presidente: "Colpa della Regione, non del Comune di Chieti"

Secondo l'ex presidente dell’organismo straordinario e il consigliere regionale Mauro Febbo le responsabilità sarebbero ascrivibili "all’inerzia della Regione Abruzzo e all’assessore al sociale Sclocco"

 “Se oggi l’ex Ipab rischia il collasso e vive da tempo una situazione di empasse per la composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione  le colpe sono tutte ascrivibili all’inerzia della Regione Abruzzo e all’assessore Sclocco e non al comune di Chieti e alla persona designata che continua lecitamente a difendere il diritto di rappresentanza, di chiarezza e di principio”. L’ex presidente dell’Organismo Straordinario Concezio Tilli, assieme al consigliere regionale Mauro Febbo rispedisce al mittente le denunce dei sindacati e difende l’operato del Comune.

“L’ente- sottolinea Febbo -  per il tramite del suo rappresentante Maurizio Costa,  ha sempre partecipato alle riunioni dell’Assemblea dei portatori di interesse esercitando in maniera corretta e costruttiva le funzioni di rappresentanza compreso l’adempimento di designazione nella persona di Concezio Tilli, che continuiamo a ritenere legittima e fondata. Infatti, visto che questa vicenda si protrae da svariati anni assumendo contorni a dir poco grotteschi, siamo in attesa del pronunciamento del ricorso  presentato al Tribunale Amministrativo Regionale che si farà carico della vicenda con una sentenza definitiva”. 

L'allarme: i Comuni devono quasi mezzo milione agli istituti riuniti

Tilli ricorda anche come la sua mancata ratifica da parte della Giunta Regionale, “quale rappresentante del  Comune di Chieti rappresenta una prevaricazione politica smentita da leggi dello Stato, contrasta con altre nomine regionali, dove in casi simili si sono date interpretazioni diverse, osteggia la delibera dell’ANAC che riconosce le ragioni giuridiche della corretta designazione”.

“Se i sindacati intendono, legittimamente, lanciare l’allarme  concludono Febbo e Tilli  -devono necessariamente partire da altri  argomenti, accantonando  momentaneamente le vicende giudiziarie. Non da ultimo stupisce, infine, la poca attenzione o i minimi accenni che i sindacati riservano alla complessa procedura della compartecipazione; auspicabile, invece, sarebbe ammettere che il sistema della compartecipazione, così come voluto da D’Alfonso nell’estate del 2014, è uno strumento che ha solo appesantito la burocrazia, coinvolto  una miriade di Enti che sono al di fuori di tali dinamiche ricadendo sulle famiglie dei soggetti assistiti. Ci saremmo inoltre aspettati che qualcuno ponesse l'attenzione necessaria sulla reale situazione economica finanziaria dell'Istituto che rasenta il default e che mette a rischio malati e posti di lavoro”. 


 

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