Cronaca Ortona

Evitano il debito pubblico alla figlia, bufala o provocazione? Sos Utenti lo spiega

La storia della coppia di Ortona, passata sotto il setaccio da vari siti "antibufala" è stata messa in discussione dai più. Ma l'associazione che li assiste assicura "nessuna bufala" e stasera in diretta streaming spiegherà, "prove alla mano", che è tutto vero

L’associazione che assiste i protagonisti di una delle vicende più controverse degli ultimi giorni, Sos utenti, dà appuntamento per questa sera alle 20.30 con una diretta streaming sul proprio sito per fare chiarezza. E il caso è di particolare rilievo considerato che la storia di David Seccia, di sua moglie Ilaria, di Ortona, e della figlioletta a cui avrebbero evitato il debito pubblico tramite una particolare procedura di registrazione all’anagrafe, raccontata pochi giorni fa sul quotidiano Il Centro, ha destato l’attenzione della Rete e specialmente dei blog impegnati a smascherare bufale.

Secondo quanto raccontato dalla coppia, la bimba non sarebbe stata “ceduta” allo Stato italiano, rendendola già debitrice del buco pubblico. “I vari Stati – spiega l’associazione Sos utenti sul proprio sito – sono Corporation iscritte alla Sec di NYC, alla stregua di una società privata. Al momento della denuncia di nascita si attribuisce così un numero seriale assumendone gli estremi e trascrivendo a lettere cubitali il nome e cognome del neonato: così viene creata una finzione giuridica il cui amministratore fino alla maggiore età è il genitore, al compimento della maggiore età sarà lo stesso soggetto iscritto. In capo alla finzione giuridica lo Stato italiano emette un bond per procurarsi in anteprima i benefici che acquisirà dalla “proprietà” del nuovo cittadino e sul cui capo graverà anche il fardello del debito pubblico causato dagli antenati”.

“David Seccia – prosegue l’associazione – con un progetto d’arte, che comunque è una finzione d’arte, ha dichiarato di non voler accettare la finzione giuridica gravante sulla neonata, una funzione voluta solo dallo Stato. In questo particolare caso c’è stato l’incontro di una finzione che è quella dello Stato giuridico, contro l’altra, ovvero quella dell’arte, allo scopo di voler tutelare e difendere espressamente i diritti umani”. Questa possibile, a quanto pare, è stata realizzabile solo evitando di trascrivere nome e cognome della piccola con le lettere tutte maiuscole. Una richiesta che pare abbia fatto infuriare gli impiegati dell’anagrafe di Ortona, come si può ascoltare da un video pubblicato sulla pagina di Sos Utenti, in cui una dipendente, piuttosto arrabbiata, ammette: “In 35 anni che sto qui non ho mai visto una cosa del genere”.

La bimba, comunque, dovrà ugualmente rispettare le leggi italiane e pagare le tasse. Ma il blog “Bufale un tanto al chilo” allerta: “Chi ha ideato la notizia degli Stati come società per azioni è in galera per frode negli Stati Uniti”.

Sos Utenti continua a ribadire la sua buona fede, sostenendo che “l’azione o performance di David Seccia nei confronti dell’anagrafe consentirà di difendere i diritti di quelle persone o dei soggetti che chiederanno di avviare una simile procedura in Italia. Altro che bufala”.

Insomma, performance artistica o reale preoccupazione di un padre che fosse, l’associazione a tutela dei consumatori garantisce che è tutto reale. O almeno spiegherà il perché questa sera nella diretta streaming preparata ad hoc. 

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