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Evasione fiscale per 1,2 milioni di euro: in quattro rinviati a giudizio

Le indagini scattate dalla Guardia di Finanza con la verifica su alcune decine di registratori di cassa installati nei punti vendita che, secondo l’accusa, sarebbero stati manomessi

Quattro sentenze di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione e quattro rinvii a giudizio, ma solo per alcuni capi di imputazione: si è conclussua così l’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Chieti nell’ambito del procedimento, riguardante otto persone, per evasione fiscale nei confronti di alcuni componenti di una famiglia di imprenditori, titolari di varie società.

L’evasione complessiva contestata è di circa 1,2 milioni di euro.

Le indagini scattarono quasi quattro anni fa, quando la Guardia di Finanza effettuò una verifica su alcune decine di registratori di cassa installati nei punti vendita e che sarebbero stati manomessi.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura durante le indagini, fra il 2008 e il 2015 era stata riscontrata un’evasione dell’Ires per oltre 3 milioni 400mila euro, dell’Iva per oltre 2 milioni 230 mila euro e dell’Irpef per oltre 5 milioni 900mila euro.

Una ventina di accertamenti fiscali sono stati annullati dall’Agenzia delle Entrate e dalla Commissione Tributaria e due sono stati annullati in via definitiva dalla Corte di Cassazione.

La prima udienza del processo è prevista il 5 giugno a Chieti.


 

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