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Esposto al Csm contro il giudice Romandini

Lo ha presentato l'avvocato Di Nardo del Foro di Chieti, ipotizzando una “condotta contraria ai canoni deontologici”

L’operato del giudice del tribunale di Chieti Camillo Romandini torna all’attenzione del Consiglio superiore della magistratura. Secondo un esposto presentato a luglio dall’avvocato del Foro di Chieti Luciana Di Nardo, infatti, il magistrato avrebbe tenuto una “condotta contraria ai canoni deontologici”.

Romandini, noto per aver presieduto il collegio che assolse gli imputati per la mega discarica di Bussi, avrebbe operato una “inopportuna ingerenza in un giudizio di appartenenza di un altro magistrato dello stesso tribunale, avente a oggetto un’azione di risarcimento danni, verosimilmente al fine di condizionarne la decisione”.

L’esposto denuncia che il presidente della sezione civile del tribunale avrebbe disposto “senza urgenza, senza motivazione valida e al di fuori delle ipotesi previste dalla legge, la custodia in cassaforte del fascicolo di parte attrice, patrocinato dall’avvocato Di Nardo”. Nell’esposto si ipotizza che questo possa essere avvenuto per favorire il convenuto, “personaggio politico cittadino noto alle cronache nazionali”.

Immediatamente l’avvocato Di Nardo ha interpellato il presidente del tribunale Geremia Spiniello, chiedendo che venissero accertate l’opportunità e la legittimità di quanto accaduto. E il giudice Spiniello ha stabilito che l'operato di Romandini è stato corretto.

Un altro esposto è stato presentato contro il consulente tecnico d’ufficio contabile, nominato nello stesso giudizio. Al momento, la causa è in attesa di decisione.

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