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Immagine di repertorio

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Arriva il circo, esposto di Animalisti italiani onlus contro l'uso degli animali

Il presidente Walter Caporale chiede alle autorità di verificare la regolarità delle norme igienico-sanitarie del tendone.

A Santa Maria Imbaro arriva il circo, ma non è ben accetto da chi ama gli animali. Al punto che Walter Caporale, lancianese, presidente di Animalisti Italiani onlus, ha inviato un esposto alle autorità locali, per verificare la regolarità delle norme igienico-sanitarie del tendone. Il circo Orfei sarà in paese da oggi (sabato 2 settembre) fino a domenica prossima (10 settembre).

E per Caporale si tratta di “Uno spettacolo vergognoso. Uno sfruttamento gratuito di animali innocenti solo per il macabro diletto degli esseri umani”. Da tempo, l’associazione conduce una battaglia contro i circhi che sfruttano gli animali. E l’esposto presentato da Animalisti Italiani onlus è solo l’ultimo atto di questa lotta. 

In particolare, si chiede di verificare “il rispetto delle normative Cites, ovvero le linee guida sull'aderenza alle condizioni di benessere degli animali e della sicurezza, nonché delle norme antincendio; la regolarità amministrativa sulla presenza dei cittadini stranieri in Italia; le condizioni igienico sanitarie in cui versa l'intera struttura, ivi compreso il personale dipendente (oltre agli animali utilizzati negli spettacoli); il rispetto delle rigorose norme in materia di scarichi, tenuto conto dell'ingente mole di deiezioni che interessano la zona, data la presenza di numerosi animali”.

“Non è accettabile - incalza Caporale - che un Paese come l’Italia continui a far passare la concezione del circo con gli animali come un fenomeno culturale che diverte i bambini – attacca il presidente di Animalisti Italiani onlus – si tratta della lezione più diseducativa che esista: questa non è cultura, ma arretratezza culturale. E quel che è peggio, e troppe persone non lo sanno, è che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ogni anno, grazie alla legge 163/85 del 1986, attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo stanzia milioni di euro per finanziare questo tipo di attività. Basta! Siamo l’unica nazione a dare soldi pubblici ai circhi che sfruttano gli animali”.

Caporale dal 2005 è stato consigliere regionale per due legislature e proprio in quegli anni fece approvare dal consiglio regionale una risoluzione che invitava i Comuni abruzzesi a privilegiare i circhi che non utilizzano animali negli spettacoli: “Questa moda dei circhi con gli animali è il simbolo di una società che ha perso il senso del rispetto verso gli esseri viventi. Il mondo si evolve verso forme di divertimento dove lo sfruttamento degli animali non esiste, come ad esempio il Cirque du Soleil – conclude – ma qui ancora dobbiamo fare molta strada”.

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