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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca Ortona

Scoppia l'incendio sulla nave cisterna e sversa gasolio in mare, ma è un'esercitazione al porto di Ortona

Un'operazione complessa, che ha coinvolto tutti i soggetti, istituzionali e non, destinatari di compiti e funzioni attinenti la salvaguardia della vita umana in mare e la tutela dell’ambiente marino

Esercitazione antinquinamento e anticendio, questa mattina, nelle acque del porto di Ortona. Un'esercitazione complessa, che ha coinvolto tutti i soggetti, istituzionali e non, destinatari di compiti e funzioni attinenti la salvaguardia della vita umana in mare e la tutela dell’ambiente marino. Tutti hanno affrontato un incendio fittizio a bordo della nave cisterna con spandimento di gasolio.

Pianificata e coordinata dalla sala operativa della capitaneria di porto di Ortona, in collaborazione con la prefettura di Chieti, ha visto coinvolti, tra le istituzioni, la questura di Chieti, il Roan Gdf di Pescara, il comando provinciale dei vigili del fuoco di Chieti, il comando compagnia carabinieri di Ortona, la tenenza della guardia di finanza di Ortona, l’autorità di sistema portuale di Ancona, il servizio 118, il Comune di Ortona e la protezione civile Regionale.

Per quanto riguarda il coinvolgimento di operatori portuali e società consortili, vi hanno preso parte Eni, ilConsorzio Castalia, organo cui il ministero della Transizione Ecologica ha affidato a livello nazionale le attività di antinquinamento in mare, i servizi tecnico nutici del porto di Ortona e la ditta Servimar.

L’esercitazione e il suo relativo sviluppo in termini di simulazione hanno avuto luogo in mare aperto, dove è stato possibile verificare la bontà e l’efficacia delle procedure contenute nell’ambito dei vigenti piani antincendio portuale e antinquinamento compartimentale, nonché la loro facilità di consultazione e gestione combinata con i piani delle società private coinvolte, prima fra tutte Eni, che ancora una volta ha messo a disposizione sia la nave sia l’intero dispositivo di prevenzione e sicurezza interna, con le strutture della port facility e del deposito costiero di Ortona.

Durante l’esercitazione sono state impiegate, altresì, le diverse forze di polizia disponibili, sia in mare che a terra, per realizzare la necessaria cornice di sicurezza che, in eventi come quello ipotizzato, diviene imprescindibile per scongiurare ogni possibile collegamento con azioni dolose intenzionali e consentire agli addetti al soccorso di operare in massima sicurezza.

Particolarmente significativo si è rivelato l’impiego, sul posto, dei mezzi disinquinanti di Castalia e della Servimar, che hanno realmente messo in funzione gli skimmer (dispositivi che consentono la separazione degli idrocarburi dall’acqua marina) e le panne per dar luogo al confinamento e alla raccolta degli idrocarburi che, in una situazione reale, potrebbero riversarsi in mare in caso di incidente.

Al termine dell’esercitazione, il comandante della capitaneria di porto di Ortona ha ringraziato tutti i partecipanti che a vario titolo sono intervenuti, nell’esercizio dei compiti e funzioni istituzionali riconosciute agli stessi dal legislatore, perché con la propria disponibilità e consueta professionalità hanno consentito di testare in maniera utile tutte le componenti della sicurezza: quando sono in gioco la salvaguardia della vita umana e la tutela dell’ambiente marino, tutto deve essere pianificato e gestito al meglio e non c’è spazio per l’improvvisazione.

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