Il direttore amministrativo della Asl, Sabrina Di Pietro: “Io vittima di una persecuzione politica non mi lascerò stritolare”

La replica del direttore amministrativo della Asl di Lanciano Vasto Chieti al presidente della Commissione Vigilanza Mauro Febbo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

La malafede è nella mente di chi deve a tutti i costi dimostrare un teorema. Non è certo mia, che ho agito nella massima trasparenza come nel rispetto delle regole, com’è sempre accaduto, e come documenta la mia storia personale e professionale. E, pur se schiva e riservata, non mi lascerò trattare come una mentecatta e una bugiarda da chi, pur rivestendo cariche istituzionali, mi attacca a testa bassa facendo un uso politico e strumentale di una questione rispetto alla quale nessuno ha emesso verdetti, sentenze e giudizi, semplicemente perché gli organismi inquirenti stanno compiendo ancora le giuste verifiche.  

La vicenda che mi coinvolge in qualità di Direttore amministrativo della Asl Lanciano Vasto Chieti è nota a tutti, e riguarda le denunce fatte a mio carico dal Presidente della Commissione di Vigilanza per la presunta mancanza di requisiti per l’accesso a tale incarico. La questione viene rilanciata in queste ore per via di una nota inviata dalla Corte dei Conti alla Direzione Aziendale, a cui chiede di  fornire elementi integrativi sull’incarico e di conoscere quali eventuali provvedimenti si intendano adottare in proposito. Non sono stati espressi, pertanto, né censure né giudizi in proposito da parte della magistratura contabile né di un Tribunale, lo ha fatto, invece, solo chi  ha deciso di costruire e utilizzare questo caso per trarne vantaggi in termini di visibilità e di costruzione del consenso. E che non c’entra nulla con la difesa dell’interesse pubblico.

La nota fornita dal Comune di Spoltore in realtà dimostra lo svolgimento di attività sanitaria nella struttura ex Onpi, presso la quale operavano infermieri professionali e generici, ausiliari, specialisti e medici di medicina generale, fin dall'origine   Abbiamo fatto assunzioni, siglato contratti, formulato percorsi di assistenza e cura e tutto quanto è necessario a utenti malati, disabili e anziani.

Del mio percorso professionale, delle attività svolte e dei titoli acquisiti non ho mai taciuto o nascosto nulla, né la Direzione della Asl di Chieti ha negato atti e documenti ad alcuno, compreso il presidente della Vigilanza che ha sempre avuto accesso a tutto. Fa specie, dunque, che si sia procurato “fortunosamente” alcune carte, anche in considerazione del ruolo istituzionale che riveste, e impone l’utilizzo di canali e modalità che lo siano altrettanto. Senza dimenticare che la riservatezza è propria della fase istruttoria delle indagini, per cui se qualcosa è stato secretato dagli organi inquirenti non sarà stato di certo per ammantare chissà quali malefatte. 

Quanto, infine, a una precedente analoga inchiesta della Procura dell’Aquila condotta per la verifica del possesso dei miei requisiti all’epoca in cui avevo assunto lo stesso incarico di Direttore amministrativo presso l’Azienda sanitaria del Capoluogo, non ho riportato alcuna condanna. 

Questa vicenda mi mortifica profondamente come donna e come dirigente pubblico, ruolo che ho sempre interpretato avendo come unico riferimento la tutela dell’interesse pubblico. Ma per quanto ferita, difenderò sopra ogni cosa la mia dignità, nella certezza di non aver mai tradito l’etica pubblica e valori per me irrinunciabili. Sono pronta a difendere l’Azienda, me stessa e l’onorabilità e la correttezza di una condotta limpida. Devo solo riflettere sui passi da compiere per avere la forza giusta e la libertà necessaria per dimostrare di non aver usurpato nulla né tradito la fiducia di alcuno. Non ho paura. Perché non ne ha chi sa di aver rispettato le regole. 

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