Cronaca

Addio città della camomilla: "Ora servono più controlli e telecamere"

E' Alternativa Libera - Chieti a sollecitare l'amministrazione comunale affinché vengano destinate dal Governo maggiori risorse alle forze di sicurezza dopo gli ultimi preoccupanti episodi

Le aggressioni fuori dai locali come accaduto tre settimane fa in viale Benedetto Croce, la rapina ai danni di un imprenditore mentre andava a versare i soldi al bancomat di Madonna delle Piane, ladri che entrano nelle abitazioni e nelle attività anche in pieno giorno a Chieti alta. La serie di eventi preoccupanti delle ultime settimane a Chieti  è sufficiente per dire che la città è in pieno allarme sicurezza secondo il gruppo politico Alternativa Libera che invoca maggiori controlli e videosorveglianza: “Se si aggiungono il dissesto idrogeologico, l’emergenza neve, la tremenda crisi occupazionale e del commercio viene fuori un quadro assai tetro della realtà teatina, in cui appare evidente come Chieti abbia conservato l’epiteto di “città camomilla”, solo per la desertificazione sociale ed economica, mentre l’abbia da tempo perso sotto l’aspetto della tranquillità e sicurezza”.

CONTROLLI PIU’ SEVERI -I recenti protocolli firmati dal Comune con le ditte di vigilanza privata e i gestori dei locali notturni, anche se vertono nella giusta direzione, non sono sicuramente sufficienti a garantire la sicurezza sociale dei cittadini – sottolinea il partito in una nota - Servono più severi e frequenti controlli da parte delle forze dell’ordine, realizzabili solo con maggiori dotazioni e personale”.

Alternativa Libera – Chieti sollecita l’amministrazione comunale a premere verso il Governo, tramite Prefettura e politica nazionale, affinché vengano destinate tali risorse alle forze di sicurezza operanti sul territorio cittadino. “Da parte comunale – continua - appare sempre più necessario la destinazione di investimenti su sistemi di prevenzione come la videosorveglianza dei punti sensibili o l’installazione di telecamere di controllo varchi con lettura automatica delle targhe nei principali punti di accesso e transito della città. La migliore forma di prevenzione, resta sempre la collaborazione delle attività di pubblico esercizio e di tutti i cittadini, che, con la loro presenza vitale e attiva, creano una naturale rete di vigilanza e osservazione fondamentali affinché la città possa tornare sicura”.
 

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