Cronaca

Elettrodotto Terna: saltano le immissioni, ma non i nervi

Non si sono registrati disordini nel primo dei due giorni di nuove immissioni che oggi dovevano essere attuate sui terreni nell'ambito della costruzione del Villanova-Gissi

Non si sono, fortunatamente, registrati disordini nel primo dei due giorni di nuove immissioni in possesso che oggi dovevano essere attuate sui terreni di Casacanditella e Atessa, nell'ambito della costruzione dell'elettrodotto Villanova-Gissi (i prossimi interventi ci saranno il 29 settembre). A differenza di quanto accaduto lo scorso 8 luglio a Lanciano, con gli scontri fisici tra i funzionari di Terna e la popolazione, il clima è stato relativamente tranquillo sia questa mattina che oggi pomeriggio.

Certo, ci sono stati alcuni momenti di tensione, ma tutto sommato la situazione è rientrata nella norma, e i Carabinieri (comunque presenti con una pattuglia) non sono dovuti intervenire per sedare gli animi. I funzionari di Terna hanno preso atto dell'opposizione dei proprietari alle immissioni, hanno stilato l'apposito verbale e sono andati via.

IL SIT-IN A CHIETI E LE DOMANDE - Il Comitato No Elettrodotto continua a parlare di "illegittimità", in quanto Terna starebbe agendo in maniera irregolare. Anche per tale ragione prosegue da venerdì notte il sit-in davanti alla Prefettura di Chieti con cui i cittadini attendono una risposta ai seguenti quesiti: "E' vero che si sta realizzando l'elettrodotto in violazione dell'atto di autorizzazione e pertanto in abuso, come dimostrato dalla numerosissima documentazione prodotta dagli organi di controllo e di vigilanza nonchè da tutti i Comuni che hanno avviato i controlli e le verifiche? Se sì, perchè non viene sospesa la costruzione? Se invece tutto ciò non è vero, e quindi si legittimerebbe il prosieguo della costruzione dell'opera, perchè non ci viene dimostrato?".

Domande alle quali "ad oggi nessuno risponde, costringendoci ad attendere giorno e notte perchè siamo nel diritto di conoscere la verità che permette alla Società Terna Rete Italia di continuare a costruire un'opera dichiarata da tanti in abuso e in violazione dell'atto di autorizzazione".

FEBBO - Intanto sulla questione interviene anche il Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo, che se la prende addirittura con gli ambientalisti, accusandoli di "sudditanza" e di "sterili chiacchiere". Febbo passa, poi, a proporre la sua personale soluzione al problema: "Resta ancora aperta la procedura che riguarda l’altro tratto dell’elettrodotto che va da Gissi a Larino, ancora fermo al VIA nazionale presso la Commissione istruttoria, dove a rappresentare la regione Abruzzo c’è il direttore generale Cristina Gerardis. L’unica soluzione, la più ovvia, sarebbe bloccare i lavori del tratto Gissi-Larino in modo tale da rendere praticamente inutile la porzione di elettrodotto in fase di realizzazione; è chiaro che senza la connessione con Larino e con la Puglia non avrebbe senso l’elettrodotto Villanova–Gissi".

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