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Elettrodotto abusivo? Anche Chieti apre un procedimento contro Terna

Il Comune ha aperto formalmente un procedimento di abusivismo. Intanto ieri il consiglio di Lanciano si è schierato all'unanimità contro l’opera, di cui si è parlato anche su Tv 2000

Anche Chieti inizia a prendere concretamente posizione contro l'elettrodotto "Villanova-Gissi", che a dispetto del nome è un'opera che, in realtà, interessa da vicino anche la nostra città. Si pensi ad esempio al territorio di Brecciarola, dove è previsto il passaggio dell'impianto. E proprio a Brecciarola, lo scorso giugno, si era svolta una riunione dei Comitati al termine della quale il Movimento 5 Stelle aveva annunciato l'intenzione di incalzare il sindaco Umberto Di Primio, accusato di non essersi mai presentato alla Conferenza dei Servizi per far valere le ragioni di Chieti, dando di conseguenza "carta bianca a Terna”, cioè alla società che sta realizzando il progetto.

Ebbene, ora anche il Comune teatino, con nota prot. n. 54247 del 13 ottobre 2015, ha aperto formalmente un procedimento di abusivismo relativo all’elettrodotto, i cui lavori presenterebbero diverse irregolarità, come sostengono altresì i manifestanti che da 50 giorni stanno tenendo un sit-in su corso Marrucino, davanti alla Prefettura, per chiedere l’ordinanza di sospensione dei cantieri.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI LANCIANO - Intanto, in provincia, il fronte della protesta non è di certo meno caldo: ieri sera a Lanciano si è discusso, durante un consiglio straordinario, l’ordine del giorno su “Elettrodotto Villanova-Gissi 380 kV e opere connesse – presa d’atto e condivisione operato dei Settori Programmazione Urbanistica e Ambiente del Comune di Lanciano”. In sostanza, l'assise civica era chiamata ad avallare o meno una mozione con cui si condivideva ciò che gli uffici comunali sostengono da alcune settimane, e cioè che la realizzazione dell'elettrodotto sta avvenendo senza rispettare tutte le prescrizioni imposte. Il provvedimento è stato approvato all’unanimità da parte di tutti i 15 consiglieri presenti.

CASTEL FRENTANO IN DIRETTA SU TV 2000 - Ieri si è parlato di elettrodotto anche su scala nazionale, visto che, poco prima del consiglio comunale di Lanciano, la trasmissione “Siamo noi”, in onda su Tv 2000, ha effettuato ben tre dirette con il territorio di Castel Frentano. E' stato intervistato il signor Enzo Melizza, che abita a 90 metri dal pilone ed è preoccupato per la leucemia infantile di cui potrebbero ammalarsi i suoi figli. Si è paventato il rischio tumori derivante dall'inquinamento elettromagnetico, che è uno dei tasti su cui batte da tempo il Comitato No Elettrodotto, sottolineando altresì che l’opera passerà a distanza troppo ravvicinata dalle case: a tale proposito è intervenuta anche l'attivista Silvia Ferrante, che ha parlato del cosiddetto “principio di precauzione”.

Il sindaco Gabriele D’Angelo, ricordando che il suo Comune figura tra quelli che hanno presentato ricorso al Tar, ha invece evidenziato che "è dal 2010 che diciamo di no", aggiungendo che, nei vari incontri avuti con Terna, è stato chiesto l’interramento dei cavi o, quantomeno, un percorso alternativo rispetto all'attuale tracciato in fase di costruzione: “La risposta di Terna è stata nel pilone che vedete alle mie spalle. L’altro giorno ho assistito a un elicottero che, nel giro di cinque minuti, ha montato tutti i cavi elettrici che sono sistemati qui sopra”. D’Angelo lamenta che le decisioni sono state prese da Roma senza concertarle con il territorio e, oltretutto, ignorando alcune cose previste dal decreto di ottemperanza e necessarie ai fini del rilascio dell’autorizzazione.

RISCHIO IDROGEOLOGICO, TERNA: "SIAMO A CONOSCENZA DELLA SITUAZIONE" - Si è inoltre affrontato il rischio idrogeologico legato a questo progetto, contestando che i piloni dell’elettrodotto sono stati impiantati in aree che potrebbero essere soggette a frane, ma dalla stessa Terna è arrivata pochi istanti dopo la replica per bocca del responsabile della concertazione Adel Motawi (collegato via Skype con il programma), che ha confermato come la società sia perfettamente a conoscenza della situazione e abbia di conseguenza preso tutte le precauzioni del caso. Nell’ultimo blocco il sindaco è tornato sui possibili rischi per la salute e ha accennato agli indennizzi proposti da Terna ai proprietari dei terreni.  

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