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Elettrodotto, presidio permanente davanti alla Prefettura

I manifestanti hanno passato la notte davanti al Palazzo di corso Marrucino e avvertono: "Non ce ne andremo di qui fino a quando non riceveremo risposte certe"

Insoddisfatti dell'incontro avuto con il Prefetto Antonio Corona (che ha detto di non poter intervenire sulla questione in quanto non di sua competenza), gli attivisti che chiedono la sospensione dei lavori dell'elettrodotto Villanova-Gissi per via di "palesi abusi edilizi" hanno passato la notte davanti al Palazzo della Prefettura, in corso Marrucino, e lì resteranno, dicono, finché non otterranno risposte certe: "Siamo pronti ad andare a manifestare anche sotto la Procura e, se sarà necessario, alla Regione".

Tutto è cominciato ieri mattina in Corso Marrucino con un pacifico sit-in organizzato dal “Coordinamento No Elettrodotto” che, come si legge in una nota diffusa poco fa, "non ha dato i risultati sperati lasciando inalterate tutte le serie preoccupazioni dei manifestanti".

Dopo aver illustrato "tutte le criticità e incongruenze del progetto stesso, comprese le irregolarità nelle procedure autorizzative, le omissioni di controllo e verifiche e le pericolose conflittualità verificatesi durante le discutibili modalità di immissione in possesso ed esproprio dei terreni da parte dei funzionari Terna, sono stati richiesti all’Autorità di Governo chiarimenti e soprattutto garanzie in previsione dei prossimi espropri in programma il 22 e 29 settembre per evitare che possano ripetersi prepotenze e aggressività come in precedenza. Chiarimenti e garanzie che non sono arrivati, e pertanto si è deciso di mantenere un presidio permanente finchè non saranno presi impegni precisi".

Una ventina di manifestanti, capeggiati dal tecnico Antonio Di Pasquale, si sono alternati questa notte all’addiaccio sotto i portici. Secondo il fronte No Terna, la "prepotenza" che la società sta dimostrando in questi ultimi tempi "è sempre sintomo di paura, un sentimento che non ci appartiene perché siamo consapevoli della battaglia di giustizia e civiltà che stiamo combattendo in nome di tutti gli abitanti della nostra amata regione che sono stufi di essere trattati come popolo da colonizzare e sottomettere".

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