Cronaca

Elettrodotto Villanova-Gissi: "Controllati solo 7 piloni su 40"

Il commissario dell'Autorità di bacino Di Biase lo racconta alle telecamere del Tgr. E lunedì a Lanciano Silvia Ferrante sarà in tribunale

L’elettrodotto Villanova-Gissi è stato realizzato senza attendere il preventivo e propedeutico nulla osta da parte delle autorità pubbliche competenti preposte alla vigilanza e al controllo della corretta osservanza delle prescrizioni impartita con il decreto Via numero 510 del 13 settembre 2011”. Parla Antonio Di Pasquale, perito industriale, da sempre in prima linea per impedire la costruzione dell’opera realizzata da Terna. 

L’ultimo capitolo del braccio di ferro risale a ieri (martedì 26 gennaio), quando al tg regionale della Rai il commissario dell’Autorità dei Bacini Luciano Di Biase ha raccontato davanti alle telecamere che dei 40 sostegni previsti, ne sono stati controllati soltanto 7, fra cui solo 4 sono stati approvati: per gli altri 3 è stato disposto lo spostamento. Il controllo, però, non è stato fatto sul campo, a causa, ha spiegato il responsabile, di una carenza di organico che non lo consentirebbe. 

“In questo meandro di assurde ed acclarate omissioni - incalza Di Pasquale - Terna, dopo aver intimorito decine e decine di persone attraverso denunce e milionarie richieste di risarcimento danni, prosegue senza nessun apparente problema, la costruzione dell’opera mentre tantissime persone attendono da diverso tempo ed a questo punto oserei dire necessario, l’intervento della Magistratura più volte chiamata ad intervenire”. 

Di Pasquale accusa la società di non aver rispettato l’articolo 3 dell’atto di autorizzazione, che prevede il rispetto delle prescrizioni contenute “negli assensi, pareri e nulla osta” e incalza i dirigenti ministeriali che “tacciono e non rispondono, omettendo, con abuso di ufficio, anche alle richieste di sospensione dei lavori inviati da diversi enti locali”. 

Vari Comuni fra quelli interessati dalla realizzazione dell’opera, infatti, hanno chiesto di sospendere la costruzione dell’elettrodotto. Così come comitati, associazioni e liberi cittadini, che da anni si battono per evitare l’opera di Terna. 

Il simbolo di questa lotta è diventata, suo malgrado Silvia Ferrante, citata in giudizio civile e penale per 24 volte dalla società Terna, che le ha chiesto un risarcimento di 16 milioni di euro. La donna comparirà davanti al giudice, al tribunale di Lanciano, per la prima volta lunedì (1° febbraio), alle 9.30

La sua colpa, secondo chi la accusa, sarebbe stata quella di opporsi all’elettrodotto, cercando di impedire le immissioni in possesso e fermando le attività di cantiere. La società la accusa di “violenza”, ma accanto a Silvia si è schierata tutta la società civile, con interrogazioni parlamentari del deputato di Sel Gianni Melilla, di Giorgio Sorial del Movimento 5 stelle, e il sostegno delle amministrazioni comunali di Lanciano, Castel Frentano e Paglieta. 

Oltre a Silvia Ferrante, altri attivisti, o proprietari di terreni, in tutto una cinquantina, sono stati citati in giudizio civile. A tutela della donna, però, è sorto un comitato spontaneo, “Io sto con Silvia”, che oggi chiama chiunque voglia starle vicino a portarle solidarietà lunedì mattina, in tribunale, a Lanciano.

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