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"Solo" 600 mila euro per l'elettrodotto a Chieti, si chiede chiarezza

Il capogruppo di Giustizia Sociale, Bruno Di Paolo, invoca una possibile riapertura delle trattative con la società: "Sono briciole rispetto ai 7 milioni di euro strappati dal Comune di Cepagatti e ai 3,4 milioni di euro ottenuti da San Giovanni Teatino. Di Primio chiarisca l'assurdo accordo con Terna"

I tralicci dell’elettrodotto Terna stanno sorgendo anche in via Tirino (zona Santa Filomena) e il  Comune di Chieti, che ha ricevuto dalla società 600 mila euro per la realizzazione di un ecoristoro, vigila sui lavori.

Ma dall’opposizione c’è chi chiede al sindaco di fare chiarezza. “Come mai il via libera al progetto è arrivato in tutta fretta alla vigilia di Natale di tre anni con una delibera di giunta e un ecoristoro concordato di “appena” 600 mila euro, ovvero le briciole rispetto, ad esempio, ai 7 milioni di euro strappati dal Comune di Cepagatti e ai 3,4 milioni di euro ottenuti dal Comune di San Giovanni Teatino” esordisce Bruno Di Paolo, capogruppo di Giustizia sociale.

Ciò che appare incomprensibile è l’ecoristoro di 600 mila euro accettato a fronte delle criticità morfologiche e strutturali della città per Di Paolo, che invoca una possibile riapertura delle trattative con Terna spa, dopo una più ponderata valutazione ambientale. “Indubbiamente l’opera dell'elettrodotto nella tratta Villanova-Gissi – aggiunge - ha un impatto non indifferente in termini ambientali e sulla popolazione residente nei Comuni interessati che, puntualmente, trova parte della sua artificiosità già dalle prime resistenze e obiezioni poste nelle sedi giudiziarie con carattere locale e regionale. Parte di queste obiezioni trovano spunti anche in un dossier che spopola nei social dove si evincono criticità della tratta presa in considerazione per la realizzazione dell'elettrodotto. Ma poi, pian piano, i Comuni hanno abdicato riscontrando tornaconti economici nell’opera. Quello di Chieti ha dato il via libera a Terna per appena 600 mila euro come riportato nella delibera di giunta datata 24 dicembre 2012, approvata in fretta e furia - attacca Di Paolo - e con determinazioni che lasciano davvero perplessi”.
 

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