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Omicidio colposo: due medici di Chieti a giudizio

A processo, il 3 dicembre prossimo, andranno il primario Felice Mucilli, 59 anni, e il suo vice, Massimo Ippoliti, 50 anni, nato ad Avezzano (L'Aquila). L'inchiesta riguarda il decesso dell'imprenditore Nicola Memmo, di Lanciano, morto dopo un intervento a settembre 2013

Con l'accusa di omicidio colposo in rapporto di causalità per un intervento invasivo, il gup di Chieti, Luca De Ninis, ha rinviato a giudizio due medici del reparto di chirurgia generale toracica dell'ospedale clinicizzato di Chieti: a processo, il 3 dicembre prossimo, andranno il primario Felice Mucilli, 59 anni, di Chieti, e il suo vice, Massimo Ippoliti, 50 anni, nato ad Avezzano (L'Aquila).

L'inchiesta, condotta dal pm Giuseppe Falasca, riguarda il decesso dell'imprenditore Nicola Memmo, 72 anni, di Lanciano, avvenuto il 23 settembre del 2013 mentre era ricoverato a Chieti. In base alle accuse, su denuncia dei famigliari, Memmo non riprese conoscenza dopo il secondo intervento chirurgico al quale fu sottoposto con resezione di un lobo del polmone. L'uomo era stato rioperato d'urgenza per un'emorragia interna sopraggiunta durante il ricovero.

La famiglia, patrocinata dall'avvocato Vittorio Battistella, era dovuta intervenire anche per segnalare il ritardo degli esiti dell'autopsia iniziata regolarmente con il cuore e il polmone, che sembrava malato, rimasto in frigo per diversi mesi. Nel gennaio 2014 fu così sollecitato il magistrato a chiudere l'inchiesta. Gli imputati, difesi dagli avvocati Augusto La Morgia e Marco Femminella, hanno sempre sostenuto di aver fatto il possibile per salvare la vita al paziente.

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