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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Arresti e sequestro sala scommesse: i soldi della droga 'ripuliti' con le giocate

L'operazione dei carabinieri ha coinvolto le province di Chieti, Pescara e Ravenna. Perquisizioni nelle abitazioni degli indagati che erano in grado di convogliare sui conti gioco decine di migliaia di euro

Cinque ordinanze di custodia cautelare, di cui tre in carcere, il sequestro preventivo di un’agenzia di scommesse a Pescara e di tre conti gioco, tre motocicli e un’autovettura: è il bilancio dell’operazione 'Master cleaner' che da questa mattina all’alba ha visto impegnati 70 carabinieri nelle province di Chieti, Pescara e Ravenna. I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Pescara, De Rensis su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Andrea Papalia.

Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Pescara, si sono protratte per circa un anno e hanno consentito di individuare tredici indagati complessivi per i reati di per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, esercizio abusivo di attività finanziaria, trasferimento fraudolento di valori.

Come riporta IlPescara, le attenzioni degli investigatori si sono concetrate su un 41enne, noto alle forze dell'ordine, accusato di aver reimpiegato il denaro provento dello spaccio degli stupefacenti, in attività commerciali solo all’apparenza lecite. In particolare una sala scommesse di via Lago di Capestrano a Pescara che, attraverso puntuali riscontri è risultata tutt’ora nella disponibilità dell’uomo, ma con autorizzazioni intestate a una persona di sua stretta fiducia, che figura tra gli indagati e che dovrà rispondere di concorso nel reato di “trasferimento fraudolento di valori”. Il 41enne è risultato il coordinatore della sala scommesse, colui che prendeva le decisioni più importanti, fornendo l’impostazione manageriale dell’attività in stretto rapporto con la persona di fiducia.

Riuscire a dimostrare il trasferimento fraudolento di valori in capo ai predetti soggetti, è stato un passaggio fondamentale dell’indagine, poiché, nell’ambito di diverse attività investigative si stanno verificando sempre più circostanze nelle quali, persone gravate da precedenti penali o comunque indagati in procedimenti spesso connessi con l’usura e lo spaccio di sostanze stupefacenti, nel momento in cui vengono trovate in possesso di consistenti quantità di denaro, esibiscono titoli relativi a vincite di gioco che dimostrerebbero, in maniera difficilmente incontrovertibile, la provenienza lecita del denaro. Per tale motivo, durante le investigazioni, sono stati richiesti alla GoldBet (società che gestisce il gruppo Intralot – GoldBet), in varie fasi, gli elenchi dei conti gioco accesi nella citata sala scommesse.

Tali acquisizioni hanno permesso di appurare come persone apparentemente quasi sull’orlo dell’indigenza - tanto è vero che alcuni di questi sono percettori di reddito di cittadinanza - fossero in grado di convogliare sui conti gioco, in un arco temporale significativamente ristretto, decine di migliaia di euro. Da subito sono emerse in maniera eclatante le movimentazioni di denaro di alcuni soggetti, ritenute assolutamente sperequate rispetto alle loro reali possibilità. Ed è attraverso una copiosa analisi di dati delle giocate che è stata accertata la riconducibilità delle movimentazioni in capo ad alcuni indagati. Come evidenzia l'Arma, infatti, il meccanismo dei conti gioco rappresenta un vero e proprio sistema di ripulitura del denaro, circostanza dedotta dall’esame dei conti gioco ove viene iniettato denaro di provenienza illecita e prelevato denaro frutto di vincite lecite. Un meccanismo apparentemente in perdita ma che tuttavia consente di disporre di ingenti somme  di denaro ripulite.

A carico dei tre arrestati, accompagnati in carcere, sono stati riconosciuti dal gip i gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di spaccio continuato di sostanze stupefacenti.

Nel corso dell’operazione sono state eseguite perquisizioni nelle abitazioni di tutti gli indagati, all’interno della sala scommesse è stato coinvolto anche personale dei Monopoli di Stato per sottoporre ad ulteriori controlli la sala ed interrompere ogni attività.  

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