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Narcotraffico, maxi-operazione della Finanza in Abruzzo: 19 arresti

Con l'attività odierna si conclude una vasta investigazione, iniziata nel settembre 2012 e coordinata dal Procuratore della Repubblica di L'Aquila: disarticolato un clan malavitoso con base a Giulianova

Dalle prime ore del mattino, 130 finanzieri del G.I.C.O. di L’Aquila, della Compagnia di Giulianova e di altri Reparti della Guardia di Finanza di Teramo, Pescara, Chieti, Avezzano, Ancona, Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno e Bari, anche con l’ausilio di unità cinofile, stanno procedendo all’esecuzione di ordinanze di misure restrittive nei confronti di 27 soggetti, di cui 17 in carcere, 2 agli arresti domiciliari ed 8 con l’obbligo di firma presso la polizia giudiziaria.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del Tribunale di L’Aquila, Guendalina Buccella, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia del capoluogo abruzzese, per i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti. In corso di esecuzione anche numerose perquisizioni.
 

L’indagine ha consentito di disarticolare un clan malavitoso formato principalmente da appartenenti a una famiglia di etnia rom 'Di Giorgio' da anni stanziale nella cittadina di Giulianova dove si è affermato, lottizzando quasi integralmente le principali piazze di spaccio. Il clan, guidato da una sessantenne G. A., e coadiuvato da 7 dei suoi figli e da altri soggetti, anche minorenni, utilizzava una vasta rete di “vedette” per segnalare eventuali ingressi di forze dell’ordine.

Fra dicembre 2012 e giugno 2013 furono sequestrati oltre 5 chili di droghe: in prevalenza tipo eroina ma anche cocaina e marijuana e vennero arrestati in flagranza 10 trafficanti. L’utilizzo delle intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali, unite ai classici servizi di investigazione tradizionali sul territorio, hanno consentito di inchiodare tutti i componenti del sodalizio criminale alle rispettive responsabilità personali.

Sono stati così ricostruiti ben 120 casi di cessione a consumatori finali, per quantitativi non determinabili. La Guardia di Finanza ha sottoposto  a sequestro preventivo beni per un valore di circa 100 mila euro.

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