Riccardo (Pd): "Anche a Chieti la volontà di donare gli organi sul documento"

L'esponente del Partito Democratico chiede al sindaco Di Primio di applicare la legge che, dal 2012, consente ai cittadini di esplicitare la preferenza. Finora solo 24 Comuni, soltanto L'Aquila in Abruzzo, hanno attivato questa modalità

Invoca anche a Chieti la possibilità di indicare sulla carta d’identità la volontà di donare organi e tessuti, Giampiero Riccardo, membro della segreteria cittadina del Partito Democratico.

Da marzo 2012, infatti, esiste la possibilità di esprimersi, compilando un modulo, sulla donazione degli organi. La scelta viene poi indicata sul documento d’identità e registrata in tempo reale nel Sistema informativo trapianti, un database a disposizione di tutti i Centri regionali trapianti, 24 ore su 24. Ma ad oggi soltanto 24 comuni in Italia, in Abruzzo solo il capoluogo di regione, hanno attivato questa possibilità per i residenti.

Così Riccardo esorta il sindaco Di Primio, dopo aver dichiarato che non trascriverà i matrimoni omosessuali nel rispetto della legge, ad “attuare anche questa legge, mettendo a disposizione l’apposita modulistica e promuovendo in maniera opportuna questo diritto in tempi certi. Certamente – assicura – il Partito Democratico farà la sua parte”.

Secondo l’esponente del Pd, nei Comuni in cui è partita la possibilità di esprimere la preferenza sulla donazione degli organi, il 30% dei cittadini ne ha usufruito, il 90% di questo ha optato per il sì. “Inoltre – spiega i tempi di attesa risultano drasticamente ridotti. A un maggior numero di donatori si accompagna quindi la possibilità di agire in modo incisivo e tempestivo, rispetto a patologie debilitanti non solo per i pazienti ma anche per le loro famiglie”.

"A prescindere dall'approccio che ognuno di noi ha rispetto alla donazione degli organi –prosegue - si tratta di poter scegliere in maniera autonoma, discreta, consapevole e gratuita; evitando di doverlo fare in momenti inevitabilmente drammatici”.

“Il percorso per la piena acquisizione dei diritti civili – conclude – qui a Chieti è più tortuoso che altrove; ma non bisogna demordere. Permettere ai cittadini di scegliere liberamente, evitando di doverlo fare in momenti inevitabilmente drammatici; rappresenti un atto di umanità, necessario anche a riabilitare in parte l'immagine di Chieti, dopo tutti gli scandali che l'hanno recentemente danneggiata".

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