Cronaca

Ai domiciliari per 27 giorni con l'accusa di stalking, ma per la Cassazione non doveva essere arrestato

L'imprenditore teatino Ivan Vaccaro era finito in manette lo scorso 3 gennaio accusato di stalking e concorso in danneggiamenti nei confronti dell'ex amico e socio

Ivan Vaccaro, imprenditore teatino di 26 anni, non poteva essere arrestato perchè gli atti posti a fondamento dell'ordinanza cautelare, attraverso l'attività non autorizzata di un poliziotto, erano assolutamente inutilizzabili. E' quanto dice la Cassazione che ha annullato l’ordinanza che lo scorso 3 gennaio portò ai domiciliari l'imprenditore della movida.

Domiciliari ai quali Vaccaro rimase per 27 giorni con l'accusa di aver perseguitato un suo ex collega, con il quale organizzava serate per la movida pescarese, con minacce, azioni violente e persino un incendio nell'abitazione della presunta vittima che aveva deciso di interrompere i rapporti lavorativi.

Il 26enne di Chieti era già tornato libero a fine gennaio, dopo che il giudice del tribunale di Pescara aveva accolto la nuova richiesta di revoca della misura cautelare ai domiciliari presentata dagli avvocati della difesa.

Ora la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso che aveva contestato il modo in cui erano state raccolte le prove. Il processo con il rito immediato nei confronti di Ivan Vaccaro è fissato per il prossimo 5 giugno.

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