Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Divieto fuochi d'artificio: diffida ai sindaci dall'associazione di categoria

L'Ass.Pi. si riserva di chiedere un risarcimento economico, tacciando i primi cittadini che hanno vietato i botti di Capodanno di non aver valutato la differenza fra quelli controllati e sicuri e quelli illegali, causando un proliferare di questi ultimi e il calo delle vendite

Mentre in tanti plaudono per il divieto di alcuni Comuni a botti, petardi e giochi pirotecnici rumorosi, dall'altro lato l'Ass.Pi., acronimo che sta per Associazione pirotecnica italiana non ci sta e ha inviato una formale diffida, firmata dal presidente Nobile Viviano, a tutti i sindaci che hanno emanato un'ordinanza di divieto di vendita e uso dei botti di Capodanno. Un documento in cui gli specialisti del settore offrono collaborazione per redigere ordinanze complete, che tutelino anche la loro categoria professionale, ma allo stesso tempo non escludono di impugnare quelle già diffuse di fronte al giudice "anche ai soli fini risarcitori".

Nel chietino, la missiva è stata recapitata dunque al Comune di Chieti, che già da due anni ha approvato un regolamento di divieto valido non solo durante le feste, San Giovanni Teatino, Francavilla al Mare, Fossacesia. 

Ma perché l'Ass.Pi. si scaglia contro i sindaci che vogliono tutelare animali e persone? Secondo l'associazione, le ordinanze non sarebbero complete: non distinguerebbero, ossia, fra botti illegali "sicuramente pericolosi" e articoli pirotecnici legali che, precisano i fuochisti "per essere immessi sul mercato devono superare rigidi test legati alla sicurezza e alla rumorosità garantendo, se usati correttamente, la tutela dei consumatori, della flora e della fauna, quindi degli animali". 

Invece le ordinanze approvate in Italia penalizzerebbero "gli operatori legali di settore", quelli autorizzati, con una licenza della prefettura, a vantaggio di coloro che vendono illecitamente prodotti pericolosi e non controllati. Gli operatori del settore lamentano un danno non solo economico, ma anche di immagine: inevitabilmente, comunque, il Capodanno 2016 ha fatto registrare un picco discendente nelle vendite. 

"Nel ricordare che il settore pirotecnico è garanzia di posti di lavoro per molte persone - tira le somme l'Ass.Pi. - a gennaio siamo pronti a tirare le somme e ad adottare tutte le misure e le iniziative del caso non escludendo una richiesta ai sindaci dei danni economici subiti".

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