Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Comune di Chieti in dissesto, la procura della Corte di conti chiede 13 condanne

Le richieste della Corte dei conti regionale, anche l'attuale amministrazione è coinvolta sul dissesto dell’Ente. Ferrara e Della Penna: “Abbiamo appreso a mezzo stampa, ad oggi nessun atto ci è stato notificato"

La procura regionale della Corte dei conti avrebbe chiesto la condanna della vecchia e nuova amministrazione comunale di Chieti relativamente al dissesto finanziario dell'ente, con un passivo quantificato in 78milioni di euro circa. In 13 sarebbero indagati, fra questi l'ex sindaco Umberto Di Pirmio e l'attuale sindaco Diego Ferrara, unitamente ai rispettivi assessori al bilancio e ai revisori dei conti.

Una notizia che però il sindaco Ferrara, l'attuale assessore al Bilancio Tiziana Della Penna e la giunta non commentano, non avendo ancora ricevuto la notifica di alcun atto. "Una volta viste le carte - spiegano - argomenteremo sulle scelte fatte per risanare l’Ente. Per motivare le scelte fatte dobbiamo conoscere bene le richieste di addebito. Abbiamo sempre affrontato i rilevanti problemi del Comune di Chieti con grande senso di responsabilità, lo faremo anche adesso, mettendo a disposizione tutto il necessario per spiegare tempi e scelte adottate con l’intento di risanare la città e rimetterla in cammino".

La procura ha indagato sui bilanci approvati nei cinque anni prima del dissesto, deliberato dal consiglio comunale di Chieti  il 22 giugno dello scorso anno.

Per far luce sulle cause del dissesto economico finanziario del Comune di Chieti la Corte dei conti dell'Aquila aveva aperto un'inchiesta, che di recente  aveva coinvolto anche l'amministrazione Ferrara con il pm che aveva chiesto di conoscere gli stipendi percepiti dal sindaco e dall'assessore Della Penna. "Un atto dovuto a fronte del dissesto - aveva commentato il sindaco poche settimane fa - il nostro lavoro continua con senso di grande responsabilità nei confronti della città e verso le difficili condizioni dell’Ente di cui abbiamo avviato il risanamento".

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Fra le motivazioni contestate dall'accusa a entrambe le amministrazioni comunali degli ultimi 5 anni si legge la carenza nella riscossione dei tributi, affidata a una società partecipata che ha generato residui attivi superiori a quelli passivi.

Il consigliere di opposizione di Forza Chieti, Maurizio Costa, commenta così la notizia "tutt'altro che inattesa da chi conosce carte e situazioni, che la procura della Corte dei conti, nel controllo effettuato, ha verificato che tante somme riportate non sono più riscuotibili, confermando in pieno quanto avevo denunciato. Non è una notizia che da cittadino mi esalta, ma purtroppo le bugie hanno sempre le gambe corte e giunge inevitabile il momento in cui si afferma la verità: la decisione della procura della Corte dei Conti ora mette a rischio l'approvazione anche del bilancio stabilmente riequilibrato. Una gestione scellerata - dice ancora - quella che è in atto nel nostro Comune che mi fa pensare che ad oggi la sola possibile via d'uscita per limitare al massimo i danni, sia che il Ministero mandi degli ispettori per mettere fine all'umiliazione che i miei concittadini stanno subendo e che possano impegnarsi a tentare di arginare la piena che gli attuali amministratori hanno causato".

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