Cronaca

Discarica a fuoco, raffica di esposti del Movimento 5 Stelle

Il M5S vuole vederci chiaro sulle vicende che hanno interessato la discarica abusiva di Colle Sant'Antonio ed evidenzia le carenze nelle indagini condotte dalla Procura della Repubblica. Chiesto l'intervento della DIA dell'Aquila per indagare sul possibile coinvolgimento della criminalità organizzata

Il Movimento 5 Stelle di Chieti vuole fare chiarezza sulle vicende che hanno interessato la discarica abusiva di Colle Sant'Antonio e, tramite i suoi parlamentari, consiglieri regionali, consiglieri comunali e attivisti, ha presentato ha presentato un esposto al Consiglio superiore della magistratura, un esposto alla Procura della Repubblica di Chieti e una richiesta di avocazione delle indagini da parte della Direzione distrettuale antimafia.

"L’intento - sottolineano in una nota -  è molteplice: evidenziare le carenze nelle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Chieti, che si rilevano dall'esame della sentenza n. 18/12 del Tribunale di Chieti, a firma della dottoressa Patrizia Medica e che, presumibilmente, hanno impedito di conoscere la reale consistenza dei fatti e delle violazioni commesse. Richiedere l'intervento della DIA dell'Aquila affinché si indaghi sul possibile coinvolgimento della criminalità organizzata e denunciare le omissioni di cui si sono resi responsabili gli apparati amministrativi locali.

Infatti, dall'esame della sentenza “Medica”, si ritiene che la Procura di Chieti non abbia agito con le dovute cautele, omettendo persino di provvedere al sequestro del sito (operato d'iniziativa dalla GdF) ed alla classificazione e caratterizzazione dei rifiuti. E' emblematico come perfino l'ausiliario di PG, Lino Prezioso, incaricato di individuare e classificare i rifiuti, riferiva di non aver potuto procedere a causa della pericolosità dell'area.

Pare assurdo che nessuno abbia chiesto al pm  uomini e mezzi per eliminare lo stato di pericolo riscontrato sul luogo e consentire al perito di svolgere il proprio compito e pare altrettanto incomprensibile come, nonostante apparisse, fin da subito, più che plausibile l'ipotesi che i rifiuti (anche quelli pericolosi) fossero stoccati nel sito da oltre un anno, nessuno abbia pensato di contestare il reato di discarica abusiva come previsto dal D.L.vo 36/2003".

Invece nessuna indagine sarebbe stata fatta per accertare con precisione chi, come e quando abbia riversato quei rifiuti nel sito di Chieti. il Movimento 5 Stelle intende mantenere alta l'attenzione "su una vicenda che sembra essere destinata all'oblio senza che nessuno, ad oggi, abbia accertato l'esistenza di responsabilità a carico di chi è istituzionalmente preposto alla difesa del territorio e della salute pubblica".

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