Cronaca Lanciano

Cellulari e droga nel carcere di Lanciano: è emergenza sicurezza

Bassi livelli di sicurezza, sovraffollamento e disagi. La casa circondariale di Lanciano, terzo istituto penitenziario della regione, torna a fa parlare di sé

Negli ultimi sei mesi è stata sequestrata droga e sono stati rinvenuti nell’ordine un coltello tascabile, due telefoni cellulari con varie sim card e una pistola finta. Segnalato anche un tentativo di evasione. Mentre sarebbe stato scoperto un pericoloso intreccio amoroso tra due detenuti e due infermiere, ma è stato fatto in modo che i quattro non avessero più contatti.

A denunciare le gravi condizioni in cui versa il carcere di Lanciano sono i sindacati della polizia penitenziaria (Sappe, Ugl, Uilm, Cgil, Osapp, Sinappe,Fsa-Cnpp) che chiedono al provveditorato regionale d'Abruzzo un incontro urgente per discutere dell' incremento del numero di agenti, che attualmente sono 160, numero nettamente inferiore al minimo di garanzia, che corrisponde a 188, per la sicurezza della struttura. “È con profonda amarezza – dicono i rappresentanti sindacali - che diamo notizia degli ultimi sviluppi di quella che appare ormai come una vera e propria saga del carcere di Lanciano. Solo la costante abnegazione e il senso del dovere degli agenti hanno evitato conseguenze peggiori”.

“Le condizioni di vita all'interno del carcere sono molto disagiate - ha dichiarato il direttore della struttura penitenziaria Massimo Di Rienzo - Il rispetto della dignità umana del detenuto è il principio cardine del lavoro di tutti gli operatori qui dentro: facciamo il possibile affinché venga garantita la funzione rieducativa della pena, oltre a quella repressiva. Certo, con questi numeri è difficile lavorare, soprattutto per la specificità dei detenuti, tra i quali ci sono alcuni esponenti di spicco della camorra e della 'ndrangheta”. Il carcere di Lanciano attualmente ospita circa trecento detenuti, quando la capienza regolamentare sarebbe di 180 persone. Qui una cella da 9 metri quadrati, deve bastare a tre detenuti.

Anche per questo motivo, e "per chiedere di scontare il debito con lo Stato in maniera dignitosa" il 25 maggio scorso i detenuti hanno aderito per due giorni allo sciopero della fame promosso dal deputato radicale Marco Pannella.

 

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