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Disabili al servizio del Comune per rendere più bella la città: il progetto di Rotary e Recoopera

Sette persone seguite dalla cooperativa sociale, con un percorso di cura già avviato con la Asl, per oltre un mese si sono prese cura del decoro cittadino

Per oltre un mese, dal 4 maggio al 16 giugno, hanno lavorato per restituire decoro al centro cittadino: pulendo le scritte dei vandali, staccando gli adesivi che coprivano i segnali stradali, sistemando le panchine, correggendo tutto ciò che non andava. Protagoniste del progetto, chiamato "Cura della bellezza, bellezza della cura", sono sette persone affette da disabilità psichiche, coinvolte dalla cooperativa sociale Recoopera nell'iniziativa cofinanziata dai Rotary club e Chieti ovest, con il Comune di Chieti. Il progetto è stato presentato questa mattina in Comune da tutti i protagonisti che ne hanno consentito la realizzazione. 

Prima, la cooperativa sociale Recoopera, che da anni si occupa di inclusione lavorativa di persone affette da patologie mentali, insieme con la Asl ha individuato le persone più idonee a partecipare a questo progetto. Ovviamente si tratta di persone che hanno già un percorso avviato con il Centro di salute mentale, indirizzate al tipo di lavoro più consono alle loro capacità, secondo una diagnosi "di funzionamento". 

Poi, i sette lavoratori individuati hanno collaborato con i tecnici del Comune di Chieti, operando in squadre da due o tre, in 19 giornate lavorative. Ovviamente, il lavoro è stato ben definito prima di iniziare: sotto la guida dell'architetto Nino Colacito, dirigente comunale, sono state selezionate le zone in cui intervenire e cosa fare. 

Gli interventi si sono concentrati nella cura del verde pubblico del centro storico, da piazza Trento e Trieste alla villa comunale, nella pulizia delle luminarie e della segnaletica stradale, oltre che delle panchine di pietra della villa comunale

E, alla fine, a guadagnarci ne è stata soprattutto la città, resa più bella da chi, normalmente, viene considerato "inutile" per la collettività. E invece, dicono i professionisti della cooperativa Recoopera, "anche persone considerate improduttive possono diventare produttive restituendo il bello alla città, aumentando la propria autostima e acquisendo competenze sempre più spendibili".

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