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Diritto alle cure per la bimba autistica: il tribunale accoglie il ricorso

Cure immediate per la piccola Angelica di Arielli dopo il ricorso dei genitori contro la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti

C’è voluto un anno affinché la piccola Angelica, la bimba di 8 anni di Arielli affetta da autismo, avesse accesso alle cure immediate da parte della Asl. Dopo quello di Teramo, anche il tribunale di Chieti ha accolto il ricorso finalizzato a far ottenere alla bimba trattamenti terapeutici immediati e a carico della Asl.

A renderlo noto è l'associazione Autismo Abruzzo Onlus. Nel ricorso contro la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti i genitori avevano esposto di avere ottenuto l'autorizzazione al trattamento riabilitativo in regime semiresidenziale e di non beneficiare, tuttavia, di alcun trattamento terapeutico.

“Nessuna lista di attesa quindi per Angelica – commentano dall'associazione - il diritto alle cure è un diritto esigibile e deve essere garantito tempestivamente alle persone con autismo. La Regione e la rete dei servizi territoriali ora avranno una motivazione in più per assicurare alle persone con autismo l'adeguamento dei servizi offerti, l'aggiornamento dei 'setting assistenziali' e un protocollo di 'presa in carico' semplice e comprensibile per le famiglie".

Il giudice del lavoro del tribunale di Chieti Ilaria Prozzo nell’ordinanza sottolinea che "la natura del diritto oggetto di tutela, di sicura rilevanza costituzionale, la fase di crescita in cui si trova la minore, la necessità di garantire alla stessa una piena integrazione nel contesto sociale ed il costo delle cure, rendono evidente la sussistenza nel caso di specie del requisito del periculum in mora. In conclusione, il ricorso va accolto e la Asl 2 di Lanciano-Vasto-Chieti va condannata, in via provvisoria e d'urgenza, a prendere in carico la minore e a praticare in suo favore tutte le terapie e gli interventi riconosciuti nelle linee guida nazionali per l'autismo, direttamente o tramite strutture specializzate residenziali/semiresidenziali pubbliche e private o attraverso la terapia domiciliare e, in ogni caso, a sostenere integralmente i costi per le suddette terapie". 
 

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