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Il sindaco di San Salvo, Magnacca

Il sindaco di San Salvo, Magnacca

Dieci sindaci dicono no all'accoglienza dei migranti: "La priorità è aiutare i nostri imprenditori danneggiati dal maltempo"

E ad Atessa insorge Forza Nuova, ancora contro il centro d'accoglienza Il Mulino, che accusa il sindaco Cicchitti di non aver rispettato la volontà popolare

"La priorità per noi ora non è l'accoglienza dei migranti, ma aiutare i nostri imprenditori, agricoltori e cittadini a riprendersi dai danni causati dal maltempo". Con queste parole dieci sindaci della provincia di Chieti hanno declinato l'invito del prefetto Antonio Corona, che aveva organizzato un incontro sull'accoglienza dei migranti.

Si tratta di Maurizio Bucci (Gamberale), Luca Conti (Casalanguida), Fabrizio Montepara (Orsogna), Nicola Scaricaciottoli (Paglieta), Tiziana Magnacca (San Salvo), Mimmo Budano (Villalfonsina), Giovanni Di Nunzio (Borrello), Sabatino Ramondelli (Roio del Sangro), Gianni Bellisario (Perano), Felice Novello (Montazzoli), il consigliere comunale Nino Di Fonzo (Torino di Sangro), che hanno anche minacciato di uscire dall'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani).

Alla protesta dei sindaci si unisce la sezione di Atessa di Forza Nuova, che accusa il sindaco Nicola Cicchitti di aver "tradito la volontà dei cittadini, appoggiato l'accoglienza business e continuamente contrastato il comitato Atessa agli atessani", dice il responsabile cittadino Maurizio Falcone.

"A quattro mesi dalle elezioni amministrative - prosegue - gli atessani sanno benissimo che i loro rappresentanti potevano opporsi, come hanno fatto questi coraggiosi primi cittadini, ma non hanno voluto farlo. E coloro che non sono in grado di difendere la sovranitá popolare dalle imposizioni di uno Stato mafioso e corrotto, non possono più rappresentare Atessa".

Da tempo, ad Atessa, si registra tensione per la presenza di migranti. All'inizio di novembre, la testa mozzata di un capretto era stata lasciata in un pacco davanti al centro d'accoglienza Il Mulino. Poche settimane dopo, sul portone del municipio era apparso un biglietto minatorio per il primo cittadino.

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