Diagnosi rapida dell'infarto sulle ambulanze del 118

La Asl Lanciano-Vasto-Chieti, prima in Abruzzo, ha dotato 10 veicoli di elettrocardiografi, collegati con le unità Utic, per diagnosticare in tempo gli infarti e indirizzare i pazienti nel reparto più vicino, già pronto a intervenire all'arrivo dell'equipaggio

Un nuovo strumento per diagnosticare e intervenire immediatamente contro l’infarto sulle ambulanze del 118 della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, prima in Abruzzo. È l’elettrocardiografo, installato a bordo di 10 veicoli delle postazioni di Chieti, Lanciano, Vasto, Francavilla al Mare, Ortona, Guardiagrele, Atessa, Casoli, Gissi e Castiglione Messer Marino. Lo strumento consentirà cure tempestive anche per i cittadini dell’entroterra, più lontani dagli ospedali. L’equipaggio dell’ambulanza, infatti, potrà diagnosticare il problema cardiaco con il mezzo in marcia, inviare i risultati all’Unità di terapia intensiva cardiologica più vicina e lì portare il paziente, con il personale ospedaliero già pronto ad intervenire. Un modo per abbattere i tempi e salvare molte più vite, evitando l’attesa in pronto soccorso.

In caso di infarto Ima-Stemi, ovvero la forma più grave, il paziente sarà trasportato direttamente all’ospedale di Chieti, dove sarà allertata in tempo l’equipe di Emodinamica. Ma la condivisione dell’elettrocardiogramma con i reparti Utic consente inoltre agli operatori del 118 di intervenire direttamente sull’ambulanza, seguendo le indicazioni dei cardiologi, e facendo risparmiare tempo prezioso.

Il nuovo network cardiologico è stato presentato questa mattina (giovedì 18 dicembre) dal direttore del 118 di Chieti, Dante Ranalletta, e dal direttore del dipartimento Emergenza e accettazione della Asl, Antonio Caporrella.

“L’infarto – spiega Ranalletta - è una patologia che col fattore tempo gioca una partita importante. Ogni settimana in provincia di Chieti interveniamo mediamente per 7-8 casi. In un anno ne abbiamo trasferiti 53 in Emodinamica per infarto Ima-Stemi, cui si aggiungono 79 in Ictus Stroke”. Ai 10 elettrocardiografi si aggiungono 16 nuovi defibrillatori semiautomatici, destinati alle sedi di guardia medica dei Comuni lontani dagli ospedali.

Ma le nuove strumentazioni di emergenza, stando agli annunci dell’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, sono solo il primo passo. “Nel nostro documento di Programmazione economico finanziaria (Dpef) – spiega – abbiamo destinato 10 milioni di euro all’emergenza a partire dal 2015. È necessario ristabilire una condizione di equità nell’accesso ai servizi per la salute per i cittadini che risiedono nelle aree lontane dagli ospedali”.

Durante la presentazione, davanti alla centrale del 118 all’ospedale di Chieti, gli operatori del 118 hanno dato dimostrazione anche delle attrezzature disponibili in caso di massima emergenza nucleare, biologica, chimica e radiologica. La tenda di decontaminazione è già stata usata in tre casi a Chieti, San Giovanni Teatino e Lanciano. E la conferenza stampa di oggi è stata anche l’occasione per fare il punto sulle attività svolte dal 118 nel corso dell’anno.

Le chiamate alla centrale operativa sono state 52.395, ma sono in 20.042 casi si è reso necessario l’invio dell’ambulanza, con 15.479 ricoveri in ospedale al termine del soccorso, pari al 9% dei ricoveri totali dei Pronto soccorso dell’intera Asl. Circa il 20% dei pazienti, 4.563, è stato curato nel luogo di intervento. I codici rossi, ovvero i casi classificati al massimo della gravità, sono stati 2.268 al rientro dell’ambulanza, mentre al momento della chiamata ne erano stati classificati 3.166. Il maggior numero di casi, 10.153 erano codici gialli, 5.832 i verdi.

Gli interventi hanno avuto come scenario in prevalenza il domicilio delle persone (11.727 casi), seguito da strada (2.467), edifici pubblici (2.189), impianti di lavoro (209), scuole (193) e altri luoghi (3.057). In 179 casi è stato attivato l’elisoccorso per interventi primari, in 56 casi per quelli secondari. Le patologie più frequenti sono quelle traumatiche (4.350, di cui 69 politraumi), cardiocircolatorie (3.375), neurologiche (1.887), respiratorie (1.503), seguite da neoplastiche (348) e intossicazioni (217). E’ più frequente l’intervento per la fascia di età tra 80 e 90 anni (5.348 missioni) poi, a calare, tra 70 e 80 anni (3.289 missioni), tra 60 e 70 (2.106), tra 50 e 60 (1.562), tra 40 e 50 (1.335), tra 30 e 40 (1.046), tra 20 e 30 (916), tra 10 e 20 (605). 

I trasporti secondari sono stati quattromila circa. Il 118 ha dato inoltre informazioni telefoniche a 8.012 persone e assicura assistenza sanitaria negli incontri interni del Chieti Calcio e della Virtus Lanciano. Cinque le esercitazioni di maxiemergenza svolte, una delle quali per l’allarme Ebola.

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