Cronaca

Emergenza idrica: il sindaco Di Primio diffida l'Aca

Disagi su disagi negli ultimi giorni a causa della mancanza di acqua: una situazione difficile per i cittadini del colle e drammatica per quelli dello Scalo. Il sindaco ha chiesto all'azienda di rettificare chiusura prevista per stanotte

Disagi su disagi negli ultimi giorni a causa della mancanza di acqua. La sequenza di interruzioni idriche prevista dall'Aca sta mettendo a dura prova la città. Se la situazione è difficile per i cittadini del colle con la dimuzione della pressione, scendendo allo Scalo la stessa diventa drammatica: qui tutte le notti si è costretti a fare i conti coi rubinetti a secco e fare una doccia o rinfrescarsi a casa propria è diventato impossibile.  L'azienda acquedottistica non sta rispettando quanto stabilito nella comunicazione ufficiale divulgata una settimana fa: l'erogazione ridotta è infatti spesso al di sotto della media dichiarata. Ma anche quando viene rispettata l’erogazione programmata (158 l/s per Chieti alta e 155 per Chieti Scalo), la quantità è comunque insufficiente a soddisfare le esigenze minime.

Il sindaco Umberto Di Primio stavolta è furioso, ancora di più perchè agli uffici dell'Aca, contattati più volte per avere spiegazioni, nessuno risponde al telefono. Per questo il primo cittadino ha inviato una lettera di diffida al direttore al presidente.

“Non so in quanti dei 64 comuni che fanno parte dell’Aca si sta verificando quello che sta capitando a Chieti – si legge  nella missiva -  mi consta personalmente che in molte realtà anche confinanti con noi non si stanno attuando le chiusure che non da oggi Chieti patisce. Quel che è più assurdo- aggiunge il sindaco -  è la chiusura dei serbatoi a Chieti Scalo, la parte più popolosa della città dove le utenze, tra ospedale e università, sono di gran lunga superiori rispetto al dato dei residenti dichiarati”.

Decine le proteste delle attività commerciali e dei pubblici esercizi che, nonostante siano dotati di autoclave e serbatoio, non riescono ad avere l’acqua sufficiente per poter svolgere la propria attività. Centinaia poi, le richieste d’aiuto e le proteste dei cittadini della parte bassa della città"fiaccati da anni di riduzione notturna della erogazione dell’acqua da parte vostra – spiega Di Primio -  distrutti dal non potersi neppure fare una doccia considerato che la erogazione riavviata alle 5.00 del mattino, alle 10.00, non ancora si trasforma in acqua che esce dai rubinetti. Quanto alla parte alta, seppure meno grave, la situazione non desta minori preoccupazioni considerato che le chiusure a cui siamo costretti, a causa della minore erogazione di acqua da parte vostra, amplifica il problema in termini di reale erogazione nelle case e non solo”.

La lettera del sindaco di Chieti si conclude intimando l’Aca a provvedere immediatamente, entro le ore 16,00 di oggi, a reimmettere nella rete cittadina almeno i 165 l/s, al fine di scongiurare eventuali emergenze sanitarie o di igiene pubblica. Chiede inoltre di rettificare, già da questa notte, il provvedimento di sospensione che prevedeva la chiusura dei serbatoi dalle 22,30 alle 6 a Chieti Scalo e Brecciarola.

In caso di mancato riscontro e anche in caso di rifiuto da parte vostra ad accogliere la mia richiesta – avverte Di Primio in chiusura -  adotterò tutte e le più utili azioni a difesa dei diritti dei miei cittadini. Inoltre, considerato che state erogando una quantità d’acqua inferiore al  30% di quanto convenuto, provvederò a far quantificare la riduzione di quanto dovutovi per la fornitura idrica”.

 

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