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Detenuto evaso dal policlinico, il Siulp solidale con i colleghi aggrediti

Il sindacato di polizia si scaglia contro il blocco del turn over e la scarsità dei mezzi a disposizione del personale in servizio

Il Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori polizia) è solidale con i poliziotti aggrediti due giorni fa dal detenuto di origine albanese evaso dal policlinico Santissima Annunziata tuttora ricercato e si impegna a vigilare sugli sviluppi futuri della vicenda, affinché tutti si prendano le proprie responsabilità. 

“La misura è colma”, dice il segretario del Siulp Francesco Antonio Morganti. Secondo lui, quanto accaduto, dipenderebbe da quanto sta accadendo nella professione negli ultimi 10/15 anni. 

Morganti se la prende con “il blocco del turn over, che da 20 anni non permette un adeguato ricambio generazionale degli organici, maggiormente nelle piccole realtà come Chieti, dove si è giunti ad avere un’età media anagrafica di ben oltre 50 anni del personale operante”. Per lui, in ospedale, a presidio del detenuto, si sarebbero dovuti impiegare tre o quattro agenti, magari più giovani. 

Il Siulp lamenta anche la chiusura dei presidi di polizia della stradale di Vasto e Ortona e l’inefficienza e l’inadeguatezza della dotazione di mezzi e materiale operativo. In più, in tutta la provincia non c’è una cella di sicurezza e in questo modo il personale è costretto a trattenere le persone fermate o arrestate all’interno dei propri uffici. 

Infine, il Siulp si scaglia contro le autorità per “l’indifferenza e la sottovalutazione di tutti i problemi su esposti da parte delle autorità, che per prime dovrebbero adoperarsi per la loro risoluzione”.

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