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fiume Pescara

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Depurazione in provincia di Chieti, 674 verbali in cinque anni

Diversi verbali riguardano i grandi depuratori a servizio dei centri urbani più popolosi della provincia come Chieti, Lanciano, Guardiagrele, Vasto e Ortona. L'allarme del Forum H20

La depurazione in Provincia di Chieti è un disastro. A lanciare l’allarme è il Forum H20 alla vigilia del la manifestazione per mari e fiumi puliti in Abruzzo prevista a Pescara il 12 marzo.

Fanno impallidire i dati sui verbali di infrazione elevati ai depuratori di Chieti: 643 negli ultimi 5 anni, di cui 174 nel 2015.  Nel 2016 per ora siamo a 6 verbali, “ma il documento - precisano dal Forum -  si riferisce solo al primo mese dell’anno”.

Nel 2015 i verbali hanno interessato ben 85 depuratori: per 5 di essi sono state riscontrate infrazioni sulle prescrizioni imposte per far funzionare bene l'impianto; 59 sono risultati senza autorizzazione allo scarico; per 55 depuratori le analisi hanno accertato un superamento dei limiti tabellari, per un totale di 81 verbali in quanto alcuni impianti sono stati sanzionati più volte. Il record spetta al depuratore di Pollutri "Ranciara" gestito dalla Sasi, con ben 7 verbali in un anno, tutti per superamento dei limiti tabellari. 

Diversi verbali riguardano i grandi depuratori a servizio dei centri urbani più popolosi della Provincia come Chieti, Lanciano, Guardiagrele, Vasto e Ortona così come quelli dei comuni più piccoli, da Gessopalena a Torrebruna passando per Lentella. In totale sono 55 i comuni dove sono state elevate sanzioni su almeno un depuratore. Diversi i comuni costieri interessati: nel territorio del comune di Ortona ben 8 depuratori non sono risultati in regola nel 2015; a Torino di Sangro 4; a Francavilla al Mare 2. 

Ad essere multate sono state le società di gestione dei depuratori, in larga parte Sasi e Aca, anche se non mancano verbali per Con.I.V. (per Punta Penna a Vasto) e Consorzio di Bonifica Centro (per Chieti).

Gli scarichi al di sopra dei limiti tabellari hanno riguardato tutte le principali aste fluviali, dal Pescara al Sangro, dall'Arielli all'Osento, dal Sinello all'Alento fino ad arrivare sul Trigno e le problematiche innescate dal malfunzionamento dei depuratori della provincia di Chieti si sono riversate non solo nel territorio provinciale, ma anche in quelli limitrofi delle province di Pescara e Campobasso, bagnate rispettivamente dal Pescara e Trigno.

L’APPELLO - Le associazioni, i movimenti e i comitati abruzzesi chiedono alle amministrazioni pubbliche di garantire al più presto una depurazione efficace ed efficiente e la trasparenza sui dati e sui progetti di intervento tramite la pubblicazione di tutti i dati online in possesso di Arta, delle Province e delle società di gestione.

 

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