Cronaca

Il caso Tua finisce in consiglio comunale, dubbi sull’avviso pubblico della società

L’assise civica sarà chiamata a pronunciarsi sulla opportunità che il distretto resti a Chieti, intanto un ordine di servizio trasferirà i dipendenti a Pescara entro il 18 novembre tre giorni dopo la scadenza del bando

Un bando definito ‘anomalo’, una mozione bipartisan in consiglio comunale a Chieti e un’ultima richiesta formale al delegato regionale ai trasporti prima di cedere l’intervento della magistratura. Sono gli ultimi capitoli della vicenda relativa al distretto Tua al Tricalle, che la società di trasporto pubblico regionale ha intenzione di dismettere il 31 gennaio 2020 trasferendo autisti e mezzi a Pescara a causa della presunta presenza di amianto e per risparmiare.

“Ma l’amianto non c’è – ribadisce l’avvocato Federico Gallucci, proprietario con la sua famiglia del deposito in via Picena – l’intera copertura di eternit del sito è stata regolarmente bonificata dal 1996 e la proprietà, dopo le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Tua Giuliante e dalla consigliera Bucci, ha fatto eseguire dettagliate analisi ambientali da due laboratori specializzati i quali, all’unisono, hanno attestato la mancanza di polveri o fibre di amianto nel sito. Venerdì il consiglio comunale dovrà a pronunciarsi sulla opportunità che il distretto resti a Chieti e sulla presenza del pericolo di amianto come pubblicamente dichiarato da Giuliante e Bucci”.

Nel bando pubblicato online da Tua invece si legge che

“La Società Unica Abruzzese di Trasporto intende effettuare un’indagine ricognitiva ai fini di verificare la sussistenza di un immobile da acquisire in locazione passiva e/o alienazione da adibire a deposito per i propri mezzi aziendali, servizi di piazzale e al personale viaggiante nel territorio del Comune di Chieti. Il carattere del presente procedimento è puramente ricognitivo e non costituisce obbligo per la Società che potrà sempre decidere di non acquisire in locazione passiva e/o acquistare alcun immobile, ancorché in possesso dei requisiti richiesti con il presente avviso”.


“Si tratta di un bando che si espone a diverse censure – afferma l’avvocato - perché lascia salva all’azienda la facoltà di non aggiudicare a chi dovesse essere in possesso di tutti i requisiti richiesti; prescrive una anomala condizione di localizzazione forzata (5 km in linea d’aria dalla stazione); indica un cronoprogramma per adeguamento di siti non a norma con durate sino al 17 ottobre 2020; prescrive una serie di requisiti tecnici che il distretto attualmente in essere ha già; indica come data di scadenza quella del 15 novembre. Mentre un ordine di servizio di della Tua per il 18 novembre 2019 trasferisce 16 dipendenti da Chieti a Pescara”.

Ora, a fronte della mancate risposte da parte di Tua e della Regione Abruzzo, fra cui il diniego alla richiesta di accesso agli atti riferito alla relazione sull'amianto cui il presidente Giuliante ha fatto riferimento, Gallucci ha deciso di inviare una relazione al delegato regionale ai Trasporti Umberto D’Annuntiis chiedendo una presa di posizione pubblica sulla faccenda. Nella lettera l’avvocato teatino riepiloga quanto accaduto e i presunti vizi del bando.

“Da quando è iniziata la vicenda – si legge -  la proprietà ha notificato via pec all’azienda Tua una serie di formali missive nelle quali, nel riconfermare la massima disponibilità a ridurre ancora e notevolmente il canone di locazione ovvero a realizzare a proprie spese ulteriori opere volte ad una miglior fruizione logistica del sito, ha anche e soprattutto chiesto un incontro istituzionale volto ad instaurare un proficuo contraddittorio finalizzato a trovare una bonaria composizione che scongiurasse il contenzioso, ma ad oggi, onorevole, tali richieste non sono state degnate di nessun riscontro, neppure di semplice cortesia. Da ultimo, l’azienda, nell’evidente tentativo di placare la polemica conseguita a tale scelta ‘cervellotica’ ha emanato un avviso pubblico di manifestazione di interesse per il reperimento di altro sito nel territorio comunale di Chieti.

In conclusione: lo sbandierato pericolo dell’amianto non c’è, la gravosità dei costi di conduzione non c’è, l’attività di smantellamento verso Pescara è già in fase avanzata tant’è che sono già pubblicamente insorti i sindacati, l’avviso pubblico non vincola alla permanenza a Chieti ed appare viziato e potenzialmente annullabile, le dichiarazioni pubbliche fatte dai vertici Tua hanno comportato un gravissimo svilimento commerciale del valore del sito che unitamente alla nullità del recesso ed alle spese di remissione in pristino stato del sito espongono la regione ad un potenziale significativo contenzioso in termini risarcitori- dice ancora Gallucci -  allo stato non vi è nessuna ragione chiara, trasparente, oggettiva, tecnicamente razionale e compatibile con la “compliance” aziendale, economicamente vantaggiosa per la PA, che appare legittimare la scelta del presidente di Tua il quale, peraltro, sino ad oggi si è sempre sottratto ad ogni confronto!.  

 La rappresentata situazione – conclude la lettera indirizzata a D’Annuntiis -  non può più prescindere da una illuminata e pubblica presa di posizione da parte di chi oggi, istituzionalmente e politicamente, risponde al popolo abruzzese della scelta del vertice aziendale dell’ente strumentale più importante della Regione”.
 
 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il caso Tua finisce in consiglio comunale, dubbi sull’avviso pubblico della società

ChietiToday è in caricamento