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Fabrizia Arduini

Fabrizia Arduini

Deposito di Gpl al porto di Ortona, il Wwf: "Cttadini ancora una volta all'oscuro"

Il progetto per il deposito di Gpl da 25.000 metri cubi al porto di Ortona proposto dalla Seastock Srl può andare avanti. Lo ha deciso Il Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale

Il Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale ha deciso che il deposito di Gpl da 25.000 metri cubi al porto di Ortona non ha impatti negativi esonerando, di fatto, il progetto alla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). Il progetto è stato proposto dalla Seastock Srl, controllata da Tosto Srl, e prevede 5 serbatoi tumulati da 2.700 metri cubi cadauno, con il carico del gas avverrà con navi da 10.000 o 5.000 tonnellate .

“Per 220 giorni anno lavorativi, ci sarà un traffico di 50/60 grandi autocisterne per 6/8 veicoli l'ora, maggiormente concentrato nei periodi invernali”, spiega Fabrizia Arduini, vicepresidente Wwf Zona Frentana e Costa Teatina, che si è subito allertata, presentando invano, poiché in ritardo, una sintetica nota di critica al progetto, prima della seduta della commissione regionale. Per il Wwf locale ancora una volta gli ortonesi vengono tenuti all'oscuro “di progetti potenzialmente pericolosi”.

Nel giudizio positivo al progetto emesso il 12 febbraio i proponenti però asseriscono che non c'è nessun effetto cumulo, poiché l'impianto Eni esistente è ” poco più di un rubinetto”, e l'impianto di pet-coke non esiste.

“Eppure – sottolinea ancora Arduini - l’associazione Wwf Zona Frentana e Costa Teatina Onlus produsse una circostanziata memoria di criticità per il deposito al porto di Ortona di pet-coke della Bonefra,andando anche in audizione all'Aquila, ma inutilmente, poiché detto impianto venne approvato in maniera incomprensibile. Quindi è possibile, anche se incredibile, che nel porto di Ortona si possano accumulare tutta una serie di attività “esplosive” a livello progettuale con tanto di permessi alla realizzazione, spesso attraverso uno screening preliminare (Valutazione di Assoggettabilità), attività che, di fatto, non esistono sino a quando non sono realizzate, o sino a quando non funzionano così come progettate o sino a quando l'effetto cumulo si palesa in un non auspicabile incidente.

Quello che più ci sconcerta – prosegue -  non è la Seastok che ha tutto il diritto di proporre detti progetti, ma la politica, in specie la massima autorità sanitaria del comune, il sindaco, che ad Ortona è anche uno stimabile medico. Non è avvenuta nessuna discussione pubblica che fornisse alla città pareri tecnici super partes in segno di rispetto e di “cura”, come ormai accade da decenni”.

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