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Denunciato per maltrattamenti sugli animali, la figlia lo difende: "Mio padre non è un mostro"

Il 59enne bloccato dalla municipale in località Vallepara con 3 cagnolini in un sacco, respinge le accuse. Secondo la giovane, voleva solo riportare a casa i cuccioli che aveva tentato di lasciare al canile, senza trovare nessuno a cui affidarli

Respinge ogni accusa l'uomo di 59 anni che ieri (venerdì 10 aprile) è stato denunciato dalla polizia municipale per presunto maltrattamento di animali. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, il teatino, nelle vicinanze del canile rifugio, in località Vallepara, avrebbe imprigionato tre cagnolini di pochi mesi in un sacco per ucciderli. 

Ma oggi la figlia prende le sue difese scrivendo a ChietiToday e chiedendo di dar voce alla sua verità. "Mio padre - racconta - era andato a portare i cuccioli al canile, ma non trovando nessuno, anziché lasciarli li stava rimettendo in macchina per riportarli a casa". La giovane difende la buona fede del genitore: "Mio padre non si è mai e dico mai, permesso di mettere un cane in un sacco e buttarlo in un fiume". 

Secondo il suo racconto, l'incomprensione che ha generato la denuncia sarebbe nata da un battibecco con alcune volontarie. "Nel mentre - prosegue il racconto - sono arrivate le addette del canile, che hanno cominciato ad inveire contro mio padre e a insultare senza motivo, per poi chiamare i vigili". A quel punto, gli agenti sono arrivati bloccando l'uomo e portando i tre cuccioli al canile sanitario per sottoporli a visita veterinaria. 

"Mio padre - conclude la figlia dell'uomo denunciato - non è un mostro, ma un uomo dal cuore grande, che ha sempre avuto animali e che li ha sempre amati".

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