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Delitto di Vasto, Legnini: “Nessun nesso fra tempi processo e gesto folle”

Il vicepresidente del Csm non accetta la critica al sistema giudiziario. A Fabio Di Lello la procura di Vasto ha contestato in prima battuta il reato di omicidio premeditato

Anche il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini respinge le critiche al sistema giudiziario e, intervenendo sulle tragiche vicende di Vasto, ha invitato a non stabilire nessi “tra il corso del procedimento penale e questo gesto folle che non può essere giustificato". Sulla vicenda sono stati infatti evocati ritardi della giustizia.

"A me non sembra che questa critica, che viene rivolta al sistema giudiziario, possa essere accolta, per la ragione che tra l'evento e il fatto tragico drammatico di quell'incidente stradale mortale e l'udienza preliminare, già fissata, sono passati otto mesi" ha detto Legnini, parlando a margine del congresso di Magistratura indipendente a Torino. "Siamo in presenza di un esercizio dell'azione penale e della fissazione dell'udienza rapidissimi, sulla base dei tempi medi della giustizia italiana".

Questa mattina intanto è previsto l’ interrogatorio di garanzia di Fabio Di Lello, in carcere da mercoledì con l’accusa di omicidio premeditato, dopo aver ucciso con tre colpi di pistola Italo D’Elisa, il giovane che lo scorso luglio aveva investito la moglie di Di Lello, Roberta Smargiassi.

Stamani alle 10,30, nella chiesa del Sabato Santo a Vasto, si terranno i funerali di Italo D'Elisa.
 

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