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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

Madonna del Freddo: i residenti minacciano l'annessione a Ripa

I seimila residenti di Madonna del Freddo-Levante chiedono risposte al sindaco. L'elenco dei disservizi è lungo. Ospitiamo un articolo di Alessandro Petolicchio, segretario di zona di Giustizia Sociale nonché presidente dell’Associzaione Culturale Madonna del Freddo

Gli abitanti della zona Madonna del Freddo, sono arrabbiati, molto arrabbiati e lo vogliono dimostrare in tutte le sedi competenti perché si sentono abbandonati e traditi dal sindaco Di Primio e dalla sua giunta.
 

Sono a dir poco “inviperiti”,  fortemente decisi ad alzare la voce e, soprattutto, pronti a tutto, anche ad azioni eclatanti e clamorosi, come quella di  minacciare il distacco dal comune di Chieti e l’annessione territoriale all’adiacente comune di Ripa Teatina se l’amministrazione comunale continuerà ad omettere di occuparsi dei problemi, dei disagi e, soprattutto, del degrado che sta segnando  il loro quartiere, come colpevolmente fatto fino ad ora.
 

Protesta, rabbia e determinazione a dire “basta” sulla gestione del Comune, sono le sensazioni e le emozioni che emergono quotidianamente negli animati incontri tra cittadini che coinvolgono sempre più i numerosi residenti in quella che costituisce ormai  uno dei nuclei abitativi più popolosi della città, con circa seimila persone.
Ma nonostante ciò questo importante e popoloso quartiere cittadino è vittima dell’abbandono più totale da parte della giunta Di Primio.

 

L’elenco dei disservizi, gravi e indifferibili, è lungo.
 

A cominciare dalla segnaletica stradale del tutto inadeguata, che non solo è fonte di difficoltà nell’orientarsi, ma soprattutto crea situazioni di pericolo per automobilisti e pedoni.
Pericolo amplificato dalle condizioni del manto stradale, a dir poco dissestato in molti punti.
Sempre restando nell’ambito della viabilità, sono in molti a lamentarsi delle  erbacce in corrispondenza delle rotatorie, alte ormai quasi un metro, che non solo sono un vero obbrobrio dal punto di vista estetico ma soprattutto sono diventate ricettacolo di ogni specie di insetti.


Madonna del Freddo

I marciapiedi sono in molti punti divelti dalle radici degli alberi presenti nelle vicinanze, che mai nessuno si è preoccupato di curare: camminare è in alcuni casi un vero e proprio salto nel buio.
Il buio, appunto: l’illuminazione è scarsa in molti punti proprio per la situazione di abbandono degli alberi, che ostruiscono il diffondersi della luce, con il disagio che si può immaginare per i veicoli.
In diversi sottolineano la mancata manutenzione dei tombini, che sono in larga parte otturati e in caso di forti piogge è possibile che non solo non svolgano la propria funzione ma per di più riversino liquami nelle strade.

 

E che dire della pista di pattinaggio? Ormai è del tutto in rovina, con la pavimentazione fortemente danneggiata e coperta dalla sterpaglia.
E ancora, è ammissibile che in un’area così densamente popolata non vi sia una chiesa, un luogo dove chi ne sente la necessità possa raccogliersi per qualche momento senza dover prendere la macchina?
Sono tutte domande che i residenti del quartiere si sono posti e che pongono ogni giorno  come base di confronto nei discorsi- dibattito. La lista potrebbe continuare, ma di tutti gli annosi problemi che vivono i cittadini di questa zona il sindaco è ben a conoscenza, e più volte è stato sollecitato in merito.
La risposta è sotto gli occhi di tutti: basta fare un giro anche superficialmente per rendersi conto che questa parte della città è trattata come se fosse un peso per il comune, e non una risorsa visto che qui i cittadini pagano le tasse esattamente come tutti gli altri.

 

A questo punto gli abitanti del “Levante”  non credono più alle parole e soprattutto non credono più alle promesse dei consiglieri comunali sia di  maggioranza che di minoranza e dell’assessore Emilia De Matteo che risiedono e prendono voti nel quartiere.
 

Chiedono che il comune di Chieti dia risposte reali, concrete e rapide ai seimila residenti della zona di Madonna del Freddo-Levante, che non ne possono più di vivere in un rione dimenticato da tutti, in primis dai propri amministratori.

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