LETTORI Santa Barbara: degrado e lavori mai ultimati nella contrada

L’architetto Di Labio, portavoce dei cittadini di Santa Barbara, stufo delle "false promesse" e delle voci ufficiose, denuncia una situazione di continua pericolosità e chiede risposte e fatti concreti dall’amministrazione

Contattati dall'Architetto Giacomo Di Labio, residente in Via S.Barbara n. 4, siamo stati nella contrada Santa Barbara di Chieti per segnalare le problematiche di questa zona della città.

L'Architett, portavoce dei residenti della contrada, sta cercando di capire se può considerarsi ancora un cittadino della "sempre più bistrattata Città di Chieti, con diritti pari a quelli di altre zone" e per riuscire ad ottenere dall'attuale amministrazione risposte e azioni concrete tese alla risoluzione "dell'inaccettabile condizione d'abbandono in cui versa, in particolare, il tratto iniziale della Via S.Barbara", in cui risiede.

Come ha spiegato Di Labio che ha più volte scritto alle autorità comunali competenti senza importanti risultati: "dopo decenni di incuria, sembrava che la precedente amministrazione ( Ricci si intende) avesse avuto l'intenzione, meritevole, di realizzare nuovi lavori di rifacimento della predetta via e dei suoi sottoservizi, ma - ha precisato Di Labio - al di là, di iniziali ipocriti trionfalismi, dopo anni, molte opere sono ancora da realizzare e quelle già realizzate, presentano notevoli segni di degrado, come, ad esempio:

1)i marciapiedi in più punti già cadenti; 2) le betonelle mal posate; 3)i nuovi tombini completamente occlusi; 4) la nuova piantumazione in maggior parte secca; 5) i nuovi pali della pubblica illuminazione non funzionanti e la situazione pericolante per alcuni di quelli più vecchi"

Oltre a ciò, ed è qui, che l'esasperazione del signor Di Labio è arrivata al culmine, si aggiunge che: "i lavori relativi al tratto iniziale della via, risultano, stranamente, interrotti da ben oltre un anno, lasciando l'ingresso principale della popolosa contrada in completo degrado".

Inoltre, "il muro di sostegno della strada in laterizio, all'incrocio con Via Papa Giovanni XXIII, è vistosamente pericolante, prossimo al collasso e circa metri 20 di marciapiedi, non solo non sono stati mai rifatti, ma, addirittura, è stato rimosso quel poco che c'era prima dei predetti lavori".

E per completare in bellezza l'opera oltre sei anni fa "durante l'esecuzione di alcuni lavori da parte dell'Anas, nei pressi dell'imbocco di Via S.Barbara, furono danneggiati un tratto di tubazione di acqua potabile ed una saracinesca", "seppellita" a circa due metri da casa Di Labio.

Successivamente, "una fuoriuscita rilevante d'acqua ha allagato per ben due volte il piano seminterrato dell'abitazione" del signor Di Labio, "procurando notevoli danni, regolarmente denunciati e rimborsati dalla ditta appaltatrice".

Da allora, ha continuato l'Architetto Giacomo Di Labio "dopo i lavori urgenti, di ripristino del servizio acquedotto, eseguiti dagli operai comunali, 50 mt di tubature sono ancora appoggiate sul piano campagna, alla mercé del tempo e degli animali e la saracinesca risulta sempre seppellita pericolosamente" nei pressi di casa sua, nonostante la presenza di un'altra ubicata all'interno di un adeguato tombino, sito a a circa 3 metri di distanza.

A seguito delle numerose denunce dell'Architetto Giacomo Di Labio, il Direttore dei Lavori di Via S.Barbara, ed alcuni esponenti della passata e della presente amministrazione comunale, avrebbero promesso l'adeguata e definitiva sistemazione delle suddette criticità durante la realizzazione dei lavori che avrebbero riguardato il tratto iniziale della contrada; ma a tutt'oggi nessuna promessa è stata mantenuta e il tratto iniziale della strada è ancora pieno di crepe ed in pessime condizioni; sono stati solo messe delle piante che sono praticamente già nate secche e dei pali dell'illuminazione mai funzionanti.

Così, in assenza delle predette opere, nell'abitazione del Di Labio, come ci ha raccontato sempre l'interessato "continuano ad essere presenti alcuni dissesti murari, verificatisi a seguito dei due predetti allagamenti ed evidenti tracce di umidità, che possono facilmente e tecnicamente essere imputabili a probabili e continue perdite d'acqua dalla predetta saracinesca".

In aggiunta a quanto descritto, a rendere più critica la situazione, si aggiunge la condizione di abbandono dei terreni privati e pubblici, limitrofi al tratto sopra descritto che sono divenuti, di fatto una piccola discarica abusiva, non garantendo per le abitazioni limitrofe alcuna garanzia minima d'igiene e di salvaguardia contro gli incendi, contravvenendo di fatto anche all'ordinanza sindacale n.64 del 26 maggio 2011.

Intanto, a dimostrazione del fatto che le osservazioni del Di Labio non sono poi così infondate, il 6 agosto 2011 si è anche verificato un incendio, fortunatamente domato dai Vigili del Fuoco.

Pertanto, l'Architetto Giacomo Di Labio, portavoce dei cittadini di Santa Barbara, stufo delle "false promesse" fino ad ora avute da tutti, "le voci ufficiose, che vogliono di fatto terminati i lavori, alcune evidenti irregolarità nella direzione, nella realizzazione e nell'appalto delle suddette opere" e la situazione di continua pericolosità per la pubblica incolumità, si augura di ottenere finalmente una valida risposta e fatti concreti, da un'amministrazione che spera "possa mettere da parte interessi politici per occuparsi di quelli di una parte importante della propria città". Se l'amministrazione non interverrà, l'Architetto Di Labio, insieme ai vicini, è cosi esasperato e determinato ad agire che è disposto finanche a ricorrere ad estreme forme di protesta ed alla giustizia civile, portando i responsabili di questi disservizi in Tribunale, pur di far valere "le proprie oneste e valide aspettative".

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