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E' deceduto Gianluca Di Niro, il colonnello legato alla città di Chieti che convinse la 'ndrangheta a collaborare

Aveva 51 anni, lascia la moglie capitano dei carabinieri e due figli di 17 e 23 anni. Era da tempo ammalato. L’ufficiale, nativo di Campobasso, era molto legato al capoluogo teatino dove aveva vissuto per diversi anni

E’ deceduto a Roma il colonnello dell’arma dei carabinieri Gianluca Di Niro. Aveva 51 anni, lascia la moglie capitano dei carabinieri e due figli di 17 e 23 anni. Era da tempo ammalato.

L’ufficiale, nativo di Campobasso, era molto legato alla città di Chieti dove aveva vissuto per diversi anni.

Era in servizio nella scuola allievi ufficiali dell’Arma a Roma, dove era docente di leadership, comunicazione e vittimologia.

Ha lasciato il segno il suo comando al reparto operativo di Reggio Calabria negli anni ’90, durante la sua permanenza, era riuscito a convincere l’ex boss della ‘ndrangheta Paolo Iannò, fedelissimo del ‘supremo’ Pasquale Condello, a diventare collaboratore di giustizia. Grazie a questa scelta, forze dell’ordine e magistratura riuscirono a mettere insieme il mosaico delle alleanze tra le cosche della ‘ndrangheta di Reggio Calabria, equilibri che erano saltati dopo l’assassinio del boss Paolo De Stefano il 10 ottobre 1985, data dalla quale fino al 1990 si contarono in città centinaia di morti.

Nel 2016, per un breve periodo, fu comandante provinciale a Pescara.
 

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