Cronaca

Decathlon San Giovanni Teatino: la storia infinita

Le ditte subappaltatrici hanno lavorato alla realizzazione dello store sportivo senza essere poi pagate. Una nota della G6

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

L'iniziativa assunta da alcuni subappaltatori coinvolti nella costruzione del punto vendita Decathlon di San Giovanni Teatino, di agire nei confronti di G6 srl Costruzioni Generali, induce a ritornare sull'argomento per trattare ancora una volta delle reali problematiche insorte tra i soggetti coinvolti nell'appalto relativo alle opere di realizzazione del punto vendita in oggetto.


Si ribadisce, innanzitutto, la seria intenzione di G6 srl Costruzioni Generali, intenzione mai venuta meno, di tener fede agli obblighi contrattualmente assunti nei confronti delle Ditte che hanno operato sul cantiere fornendo e mettendo a disposizione le loro specifiche competenze e capacità. L'amministratore in carica, Luciano Lazzerini, coglie l'occasione per esprimere il proprio disagio per la situazione venutasi a creare ribadendo con forza la propria determinazione a voler definire la questione insorta proprio al principale fine di onorare gli impegni economici assunti dalla società da lui rappresentata.


Tuttavia, nel confermare appunto tale proposito, non può fare a meno di precisare ancora una volta che la G6 srl è la prima vittima tra tutti del comportamento delle committenti SBM2 e Decathlon, le quali, lungi dall'aver "completamente assolto ai propri obblighi economici", come invece sostenuto da Decathlon Italia, hanno: per primo, arbitrariamente e discrezionalmente trattenuto sul corrispettivo dell'appalto, a fronte di ipotetici vizi tutti da provare, l'importo di Euro 170.000,00. E per secondo, omesso di pagare il corrispettivo dovuto per la realizzazioni di innumerevoli varianti (architettoniche e strutturali) al progetto di realizzazione originario che sono state di entità tale - sia in termini di materiale impiegato che di tempi occorrenti per la realizzazione dell'opera - da comportare un notevole incremento dei costi. Tra l'altro non si può omettere di evidenziare come vi sia stata una ferma imposizione da parte di Decathlon di utilizzare l'immobile non più tardi del 15 novembre 2013, pretesa che, accompagnata alla richiesta delle numerose varianti di cui sopra, ha senz'altro pesantemente influito sulla redditività del cantiere rendendo necessari non solo un aumento pesante del numero di persone impiegate ma il reperimento di materiali sulla base non del criterio del miglior prezzo bensì della immediata disponibilità degli stessi.


G6 srl Costruzioni Generali, dopo un tentativo non riuscito di soluzione bonaria della vicenda, si è attivata affinché sia il Tribunale a decidere la questione insorta ed ha proposto, tramite il proprio legale, dinanzi al Tribunale di Milano, accertamento tecnico preventivo, anche ai fini della conciliazione della lite, volto a verificare lo stato, la qualità, la condizione ed il valore dei lavori eseguiti presso il cantiere di San Giovanni Teatino. Ciò nella assoluta convinzione che le ragioni da sempre espresse troveranno pieno accoglimento, anche in tempi relativamente brevi. La committente Decatlon con l'articolo comparso su questo giornale il 21 gennaio scorso, ha spinto i subappaltatori ad un comportamento aggressivo nei confronti della scrivente Società proprio per gettare fumo e deviare l'attenzione dalle proprie enormi responsabilità. Questo comportamento sarà fatto valutare nelle competenti sedi. Si auspica che i subappaltatori si orientino ad attendere con fiducia gli esiti della procedura in corso dinanzi al Tribunale di Milano (n. 13134/2014 R.G.), al termine della quale, avranno modo di trovare giusta soddisfazione delle loro ragioni creditorie.

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