menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Il Comune la sfratta dall'alloggio popolare a cui ha diritto, l'Usb lancia la petizione #IoSonoDebora

La disavventura di Debora, a cui il Comune di Lanciano chiede indietro la casa in cui vive con i due figli, dopo il divorzio dal marito, nonostante la sentenza abbia stabilito che a lei resti l'abitazione coniugale

Una famiglia di quattro persone, con un reddito rasente lo zero, composta da una mamma, due figli e una signora ultranovantenne invalida al 100%, viene sfrattata dall’alloggio comunale che occupa da anni perché, secondo quanto rivendicato dal Comune di Lanciano, quell’appartamento in via Santa Maria Maggiore spetta all’ex marito della signora. 

Un labirinto burocratico diventato un vero incubo per Debora Spinelli e i suoi familiari, tanto che la signora si è rivolta all’associazione Inquilini e Abitanti - Unione Sindacale di Base (Usb), per tutelare i suoi interessi. Il sindacato, che denuncia di non essere riuscito a risolvere la questione con l’assessore e il dirigente di settore, oggi ha lanciato una petizione online, animata dall’hashtag #IoSonoDebora.

Stamani, il sindacato ha convocato la stampa per raccontare nel dettaglio quanto stanno subendo, con non pochi disagi, Debora e la sua famiglia. Nel 2010, la signora ottiene la separazione consensuale dal marito; si stabilisce che a lei vengano affidati i due figli e che lei resti nella casa comunale assegnata alla famiglia. Nel frattempo, con la madre e i ragazzi va a vivere anche l’amica anziana, che oggi è costretta a letto da una totale invalidità.

Le entrate rasentano lo zero. Uno dei figli è disoccupato, l’altro lavora 12 ore a settimana, con un compenso di 300 euro al mese. Tuttavia, la famiglia riesce a sopravvivere, pagando regolarmente il canone dovuto al Comune. Finché, due anni fa, l’ente invia un provvedimento di rilascio dell’alloggio comunale, puntualizzando che quella casa spetta all’ex marito di Debora. Che, però, oggi risiede in un’altra casa, tanto più che la sentenza di divorzio, nel 2016, non ha messo in discussione quanto deciso in fase di separazione. 

Ma il Comune, secondo quanto denuncia il sindacato Usb, non tiene conto del suo stesso regolamento dell’assegnazione di alloggi popolari. In primis, una volta andato via il padre dei due ragazzi, l’ente avrebbe dovuto occuparsi della voltura dell’assegnazione alla madre, in qualità di affidataria dei figli. In secondo luogo, il regolamento prevede che, in caso di trasferimento dell’assegnatario, viene automaticamente disposto il trasferimento dell’abitazione a coloro che facevano parte del nucleo familiare già nel momento dell’assegnazione. 

Eppure, ora Debora, stando alle istanze del municipio, deve andarsene, nonostante il suo nucleo familiare sia in possesso di tutti i requisiti per beneficiare dell’alloggio. 

Prima di rivolgersi allo sportello della Usb, la signora ha provato a cercare altre case, ma non ha trovato nulla che potesse fare al caso della sua famiglia e del budget disponibile. 

E ora, l’unica sua speranza è la petizione #IosonoDebora, che non solo chiede il ritiro immediato del provvedimento, ma anche l’apertura di un tavolo mensile di confronto del sindacato Usb con il settore politiche della casa. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

È morto il notaio Giuseppe Tragnone: aveva 70 anni

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ChietiToday è in caricamento