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Dayco: sospesi i sindacalisti, Melilla interroga il ministero del Lavoro

I sei sono stati mandati a casa lunedì, dopo che avevano diffuso una nota critica nei confronti dell'azienda

Sei rappresentanti sospesi per presunte affermazioni “denigratorie” alla Dayco di Chieti Scalo, dove lunedì (4 aprile) è stato proclamato uno sciopero di 24 ore contro il provvedimento. Mentre oggi (mercoledì 6 aprile) l’onorevole di Sel Gianni Melilla ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro del Lavoro su quanto accaduto. 

Ecco come sono andati i fatti. Negli ultimi giorni di marzo, i componenti della Rsu hanno diffuso una nota sindacale riferendosi in termini critici nei confronti dell’azienda, invocando un tavolo di confronto sugli investimenti e paventando timori sul futuro dello stabilimento teatino.

Lunedì, i sei, eletti ad ottobre dal 95% dei lavoratori, sono stati convocati nell’ufficio risorse umane, dove è stata consegnata loro una lettera di sospensione al lavoro, con l’invito a lasciare immediatamente la fabbrica. Nelle motivazioni dell’azienda, c’è il fatto che i sei avrebbero denigrato la Dayco, fornendone all’esterno e sui giornali un’immagine negativa e denigratoria, che potrebbe danneggiarne la reputazione. 

Immediatamente è scattato uno sciopero di solidarietà, ma da ieri (martedì 5 aprile) Luciano Stabile, Fausto Marino, Cesare Cianchetti (Filctem Cgil), Ettore Di Natale e Fabrizio Bardella (Femca Cisl) e Franco Martelli (Uiltec) sono rimasti a casa. Nei prossimi giorni, entro cinque, potranno replicare alle motivazioni della sospensione. Dopodiché, entro ulteriori 8 giorni, spetterà alla Dayco decidere il provvedimento da seguire. 

E mentre i vertici societari garantiscono che non si tratta di un provvedimento punitivo, il parlamentare pescarese porta la vicenda alla luce del ministero del Lavoro Giuliano Poletti. “Questa decisione dell'azienda - scrive Melilla - rischia di apparire come una ingiusta intimidazione verso l'attività sindacale”. Intanto per la giornata di domani (giovedì 7 aprile) sono state convocate assemblee negli altri stabilimenti di Manoppello e Chieti Scalo.

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